Vini di montagna affacciati sul lago di Garda

Vini di montagna affacciati sul lago di Garda

Vini di montagna affacciati sul Lago di Garda
Vini di montagna affacciati sul Lago di Garda
Vini di montagna affacciati sul Lago di Garda
Vini di montagna affacciati sul Lago di Garda
Vini di montagna affacciati sul Lago di Garda
Vini di montagna affacciati sul Lago di Garda
Vini di montagna affacciati sul Lago di Garda

Sull’antico Bastione di Riva del Garda (inizi XVI sec.), oggi raggiungibile anche con un ascensore panoramico, soffia l’aria mite che sale dal lago. È l’Ora del Garda, il vento che accarezza i territori che circondano il bacino lacustre, soprattutto a nord nella provincia trentina. Pertanto in questi luoghi c’è un microclima unico nell’Italia settentrionale, che attrae il turismo, soprattutto straniero per almeno nove mesi all’anno.

Il vino sommerso

Il lago di Garda è un po’ come il Mediterraneo del Nord Europa. Qui, infatti, oltre agli ulivi e alle viti troviamo persino i fichi d’india. I frantoi locali di anno in anno si distinguono per la produzione di olio sempre più competitivo e soprattutto gustoso. Una tavolozza di sentori e note al palato estremamente variegata. Dal dolce al piccante. Tanto che varrebbe la pena di visitare questi luoghi anche solo per compiere un tour dedicato a questo prodotto, degustazioni in purezza e abbinamenti con pescato del lago e piatti di carne.

E poi c’è l’Ora del Garda che soffia sui vigneti, che si nutrono affondando le proprie radici su suoli decisamente vocati per vitigni autoctoni e internazionali. Anche ad altezze notevoli. Anzi, qui troviamo alcune tra le migliori espressioni della viticoltura locale. Proprio accanto al Bastione cinquecentesco assaggiamo una bollicina inedita, Brezza Riva Riserva 2016, Metodo Classico Trento Doc. Una bollicina limited edition di Chardonnay in purezza da vigneti posti sull’alto tennese, intorno agli 800 metri  sul livello del mare. Un Pas Dosé estremamente fresco e diretto, un cartellino da visita del territorio. Un vino che da giugno 2020 per 12 mesi maturerà sui lieviti persino a 38 metri di profondità, sul fondale del lago di Garda. Una operazione ardita di Cantina Riva del Garda, condotta insieme a una squadra di sommozzatori. Un esperimento per cui nel primo periodo di maturazione sui lieviti di 12 mesi, ben 1216 bottiglie saranno cullate dalle correnti del lago, sottoposte a un remuage naturale, protette dalla luce, a una temperatura e a una pressione costanti. Staremo a vedere. Anzi: ad assaggiare.

Il vino in alta quota

E dalle profondità dal lago ci spostiamo sulle alture di Cembra, la valle dell’Oro Rosso, o meglio del porfido, pietra tanto amata dagli imperatori alle soglie del Medioevo. Vedi la scultura dei Tetrarchi a Venezia tra la Basilica di San Marco e la Porta della Carta: sembrano scolpiti nel vino! Pietra che distingue i suoli su cui si coltivano viti dalle quali si ottengono vini a volte eccellenti. Anche qui arriva a spirare l’Ora del Garda, e l’uva gode delle notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte. Certo, vendemmiare da queste parti non è un gioco da ragazzi. I vigneti sono piantati su pareti sovente scoscese e ripide. Ma la vendemmia qui, da sempre, è anche una festa che coinvolge l’intera comunità. Come quando arriva il momento di raccogliere le uve di Müller Thurgau di Vigna delle Forche, un fazzoletto di viti a quasi 900 metri di altitudine.
Di questo vino abbiamo fatto una degustazione verticale, annate 2013, 2015 e 2017. E, a sorpresa, la più bella, la più buona è l’ultima.
Eppure, Cembra – Cantina di Montagna stappa altre tre bottiglie di un cru di Pinot Nero, Vigna Saosent. Annate 2011, 2015 e 2016. Siamo a 560 metri sul livello del mare. La vigna è disposta come un anfiteatro e il vino che si ottiene è un coro di aromi al naso. E conquista la tavola con la sua inconfondibile personalità, frutto anche di un sapiente lavoro in cantina.
Il Pinot Nero Vigna Saosent matura in tonneaux e barriques per 12/18 mesi prima dell’imbottigliamento e continua il suo affinamento in bottiglia per almeno un anno.

Dove mangiare e dormire un weekend a Riva del Garda

Pranzo con vista lago (dall’alto). Al Bastione Lounge & Restaurant, non solo si gode di un panorama davvero notevole, ma si gustano piatti leggeri con materie prime di qualità, accompagnati dai vini della regione. Mentre la sera la cucina è decisamente più gourmet e ricercata, con pescato crudo eccellente.

Una cena che richiama il territorio a ogni portata. Il Ristorante Leon d’Oro con gli interni in stile austro-ungarico si distingue subito per la nobile e informale accoglienza. Come in tutto il Trentino più o meno, certo. Ma qui il personale è più vocato alle chiacchiere che altrove. Non chiacchiere inutili, ma sui piatti della carta. Anche della carta (notevole) dei vini. Due percorsi di degustazione: il pescato (ottimo quello d’acqua dolce) e le carni.

After Dinner

A Riva del Garda non mancano neppure cocktail bar per gli amanti della miscelazione. E per gli amanti del gin e delle sue molteplici declinazioni ecco un locale dove fare un salto prima della ninna nanna. Il Pub dell’Oca. Esprimete le vostre preferenze e affidatevi per il resto al barman.

Dove dormire

Dove dormire bene senza spendere cifre da capogiro e ricevere un servizio discreto? L’Hotel Villa Miravalle è una residenza che risale al XIX secolo, ma con tutti i comfort di oggi. Compresa la posizione a due passi dal centro di Riva del Garda.

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