This PASTA is on FIRE

This PASTA is on FIRE

Il peperoncino, nelle sue innumerevoli varietà, trasforma l’aroma dei piatti e dona carattere a ogni ricetta. Usatelo fresco, secco, in polvere o addirittura per aromatizzare l’olio, e ogni pasta piccante sarà più buona.

Piccanti si diventa, non si nasce

Le prime volte che le nostre papille gustative sperimentano il piccante è una gran sorpresa, a tratti insidiosa, ma indescrivibilmente intrigante. Il palato inizia poi ad abituarsi a quel bruciore sulla lingua che si trasforma in vampate di calore che dalla gola attraversano tutto il corpo, liberando naso e vie respiratorie. È allora che inizia il piacere e quella sensazione di accentuato appetito.

Pasta piccante: una questione di capsaicina

Come resistere di fronte a fumanti piatti di pasta piccante, basta una forchettata e veniamo attratti da lei, la capsaicina.  La capsaicina è la molecola responsabile della piccantezza. La scala di Scoville, che classifica le diverse tipologie di peperoncino sulla base della piccantezza, analizza la quantità di capsaicina contenuta nei peperoncini. La capsaicina è inoltre la molecola che porta i maggiori benefici al nostro organismo: è un potente vasodilatatore, utile nella lotta all’ipertensione arteriosa; stimola il rilascio di endorfine, che hanno proprietà analgesiche ed eccitanti; riduce la crescita delle masse tumorali e previene il cancro allo stomaco grazie alla sua azione antiossidante e di stimolante gastrico; funge da digestivo, anti-batterico e anti-reumatico; migliora inoltre l’azione dell’insulina nelle persone con diabete; e, come se non bastasse, è un potente afrodisiaco, non solo per le sue proprietà vasodilatatorie, ma anche per la presenza delle vitamine C ed E.

Pasta piccante: non solo peperoncino

Se vogliamo dare una nota piccante alla pasta, senza usare il peperoncino, ci sono altri ingredienti che possiamo utilizzare. Infatti, oltre alla capsaicina presente nei peperoncini, esistono altre molecole che determinano il gusto piccante, come la piperina, contenuta nei vari tipi di pepe, o il gingerolo fornito dallo zenzero. L’isotiocianato, apportato dal rafano, dai semi di senape e dal wasabi e l’allicina, intrinseca dell’aglio, della cipolla, dello scalogno e simili. Molecole che vengono captate dai recettori della lingua e del cavo orale, e se assunte in quantità sopraelevate possono causare bruciori e danni irreparabili alle papille gustative, irritazioni alle vie urinarie e all’intestino.

Se vi capita di esagerare, per spegnere il bruciore nella vostra gola non lasciatevi tentare dall’istinto impulsivo di bere molta acqua. La capsaicina è poco solubile in acqua, quindi è meglio mangiare un pezzo di pane con un filo d’olio o bere un po’ di latte. I grassi di questi alimenti sciolgono rapidamente la capsaicina e anche la sensazione di bruciore. Oppure optate per un ingrediente che metta a tacere la piccantezza con la freschezza e masticate qualche foglia di menta.

Come fare l’olio piccante

Ci sono tanti validi motivi per avere sempre in dispensa un’oliera riservata all’olio piccante.  Ad esempio, se in famiglia non apprezzano il peperoncino o sono del team piccante sì ma non troppo, potete sempre aggiungerne un filo a crudo sul vostro piatto. Se desiderate aromatizzare leggermente senza sovrastare il sapore di altri elementi, basterà un giro d’olio per conferire una nota piccante, ma delicata.  Questa preparazione poi, vi consentirà di aggiungere una nota piccante al vostro piatto anche quando non avete a disposizione il peperoncino fresco. Per preparare l’olio piccante, munitevi di un piccolo contenitore con beccuccio, possibilmente un’oliera con diffusore (come quello nella foto qui sotto). In questo modo l’olio aromatizzato resterà pulito e limpido, lasciando i peperoncini nell’infusore.

Oliera con infusore Tescoma

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