Tanta voglia di ristorante (appena possibile) nei desideri degli italiani

Tanta voglia di ristorante (appena possibile) nei desideri degli italiani

D’accordo, il delivery e tra poco il take away (ossia l’italianissimo asporto, che un tempo era il punto di forza delle gastronomie) fanno ormai parte del costume italico ai tempi del Covid-19. Ma (forse proprio per questo), la voglia di ristorante resta fortissima tra chi da due mesi è bloccato in casa e probabilmente non ce la fa più a cucinare due volte al giorno – seguendo o meno uno chef su Instagram – le ricette della tradizione. La conferma arriva dall’Osservatorio Lockdown di Nonisma che sta monitorando in maniera continuativa opinioni e trend per comprendere le trasformazioni in atto: quanto saranno profonde e quanto resteranno in modo strutturale anche nel post-coronavirus. Il primo dato che balza all’occhio riguarda i desideri degli italiani: sebbene la maggioranza sia consapevole che la ripresa sarà graduale, il desiderio più forte è quello di riabbracciare i propri cari: lo ha dichiarato il 49% degli intervistati. Ma segue, tra l’altro non a lunga distanza, la voglia di una cena fuori, importante per il 43%, mentre al terzo posto c’è un viaggio (desiderio espresso dal 33%) che nel 70% dei casi avrà come destinazione una località di relax e svago in Italia.

Il boom di farine e lieviti

L’Osservatorio Nonisma ha dato anche uno sguardo al carrello della spesa alimentare, mettendo in luce che il lockdown ha inciso in modo determinante sulle preferenze degli italiani. In crescita gli acquisti di prodotti e ingredienti: il 40% degli intervistati ha dichiarato di aver dato più spazio a farine e lieviti, ammettendo però, nel 36% dei casi, che ridurrà l’acquisto di questo tipo di prodotti al termine della quarantena. Stesso trend in crescita per l’approvvigionamento di alimenti a lunga conservazione: il 31% ha fatto scorta, ma il 24% tornerà alle vecchie abitudini. Boom (prevedibile) per le confezioni multiple: il 64% le acquistava nel pre-quarantena, oggi il trend si è assestato a quota 79%, un dato che, secondo le previsioni degli stessi consumatori, è destinato a rimanere valido anche nella ripresa. Infine, tra i fattori che orientano la scelta dei prodotti da mettere nel carrello c’è l’attenzione alla provenienza: il 22% dei consumatori ha sottolineato di aver scelto il made in Italy e le filiere corte.

Online e negozi in crescita

Colpisce nei dati anche l’attitudine ad acquistare cibi che garantiscono benessere e uno stile di vita salutare, tendenza che nel periodo di quarantena tocca quota 49%. Vero anche che solo Il 20% degli italiani basa la scelta sulla sostenibilità del prodotto, mentre il 12% sceglie in funzione di un packaging sostenibile. Importante la performance del biologico che ha catalizzato l’attenzione del 30% della clientela non user. Con il lockdown sono cambiate anche le modalità di acquisto: la percentuale di chi ha fatto la spesa online è aumentata del 10% come è cresciuta anche la percentuale di chi sceglie i negozi di vicinato, passata dal 40% al 54%. Il cambio di passo è determinato dalla paura di spostarsi e di creare assembramenti, ma la flessione registrata dalla consumer base degli ipermercati (dal 67% al 48%) sembra destinata ad attenuarsi nel corso della ripresa. Interessante, l’ultimo dato a conferma di quanto scritto in apertura: nelle ultime tre settimane 3 italiani su 4 hanno ordinato cibo in delivery e, in particolare, il 64% ha preferito pasti pronti.

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