Rose tartare bar: la vita in rosa del nuovo locale romano di Trastevere | CucinoFacile.it

Rose tartare bar: la vita in rosa del nuovo locale romano di Trastevere

Rose Tartare Bar
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La vie en rose. Think pink. Questi e altri hashtag vengono in mente quando si commenta l’ambiente “total pink” (altro hashtag) di Rose Tartare Bar. Perché il rosa è ovunque, le rose pure e il tocco femminile è indubbio e se c’è una definizione di questo locale è “instagrammabile”. Impossibile resistere alla tentazione di fare una foto al neon con su scritto «Kiss me» o quello con su scritto «Selfie spot», nonché alla propria immagine riflessa nello specchio con cornice di rose rigorosamente in varie gradazioni di rosa.

Mamma, figlia e zia

È tutto in rosa anche nella proprietà. Tre donne alla base di questo progetto: mamma, figlia e zia. Solari e unite come non mai in questa avventura in cui hanno riversato tutte le loro competenze.
La mamma Alessandra è nel ramo immobiliare ed è colei che ha trovato il locale, nella zona di Trastevere dove la domenica ha luogo il mercato di Porta Portese e che sta recentemente crescendo anche nelle preferenze dei gourmet della capitale (a due passi la pizzeria di Pier Daniele Seu).
La zia Fabrizia è l’architetto che ha dato vita all’interior design del locale, tutto puntato sul rosa e sulle rose, per coerenza con il nome e con l’intenzione del locale.
La figlia Carlotta, che ha studiato e ha lavorato nella moda, attenta agli aspetti visual e all’attualità del format è forse il vero cuore del progetto: benché sia la più piccola, ha portato mamma e zia per mano verso la strada del “trendy”, dando vita al primo tartare bar di Roma (format di successo visto in altre città) e che fosse soprattutto instagrammabile.

Ma non sono solo gli aspetti visuali a rendere interessante questo posto. Ottimo lo studio anche della proposta, che si concentra soprattutto sul crudo, che sia di pesce o di carne, senza tuttavia scontentare chi il crudo proprio non riesce a mangiarlo, nonché i vegetariani per i quali sono stati pensati diversi piatti green. E ovviamente le presentazioni dei piatti concordano con il mood del locale: devono rigorosamente essere belle, colorate e instagrammabili.

In cucina un cuoco indiano che ha fatto anni di gavetta in alcuni fra i più noti ristoranti di pesce della capitale, come la Rosetta di Massimo Riccioli, Molo 10 e Chinappi. È evidentemente dai più forti che ha imparato a sfilettare e ridurre in tartare finissima tonni, salmoni, ricciola e altri pesci, con ottimi risultati. Non delude neanche nell’approccio della carne, sceltissima e fornita da uno dei più famosi di Roma, il gruppo Galli, che viene lasciata il più possibile in purezza, per apprezzarne la qualità. Non mancano i piatti cotti, fra cui una bella selezione di primi, molti dei quali hanno un’aggiunta di tartare in cima, per non smentire il tema del locale. Gli altri ammiccamenti alla modernità sono nella presenza in carta dei poké, dei bao, dei tacos e dell’avocado toast: tutti piatti molto amati anche dai social network.

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