Roscón de Reyes: dolce Re di Spagna

Roscón de Reyes: dolce Re di Spagna

Alcuni piatti, soprattutto i piatti della tradizione, hanno un enorme potere evocativo. Non parlano solo di ingredienti, ma di persone, storie, tradizioni. Il Roscón de Reyes è un dolce antichissimo, che in Spagna è protagonista ormai di tutto il periodo delle festività natalizie.
Uova, burro e acqua di fiori d’arancio sono alcuni dei suoi ingredienti. Il risultato è una grande ciambella, un impasto simile a una brioche, ricoperta di frutta candita, mandorle in lamine e granella di zucchero.
Semplice o tagliato a metà e condito con panna, panna e tartufo dolce, marzapane, crema di yema quemada o qualunque cosa venga in mente a un pasticcere inspirato, questo dolce non manca mai sulle tavole spagnole la mattina del 6 gennaio. Lo si accompagna con una tazza di cioccolata calda, circondati da amici e famiglia. L’allegria per i regali appena scartati (in Spagna è tradizione scambiarsi i regali il giorno dell’Epifania) fa il resto.

I poteri magici del Roscón de Reyes

La caratteristica più divertente di questo dolce ad alto contenuto sentimentale è che nasconde nell’impasto una sorpresa e una fava secca. La ragione di questa peculiarità bisogna cercarla nella storia. O nelle storie.
Secondo alcuni, l’origine del Roscón de Reyes risale all’epoca romana, in concreto ai Saturnali, i festeggiamenti che si svolgevano tra il 17 e il 23 di dicembre in onore di Saturno, dio dell’agricoltura. Sono i giorni che coincidono con il solstizio d’inverno e la fine del lavoro nel campo e quelli che lasciano intravedere, di lì a poco, anche la fine dei giorni più scuri e freddi dell’anno. La luce dopo le tenebre.
Durante i festeggiamenti, si preparavano torte nel cui impasto si nascondeva una fava secca. Lo schiavo che aveva la fortuna di trovarla, smetteva di essere schiavo per diventare per un giorno il “re della festa”.
Juan. H. Sampelayo, nel suo libro ‘Gastronomía española’, sposta l’origine del Roscón de Reyes alla Francia di Enrico III, tra il 1574 e il 1589. Racconta infatti che i pasticceri del Re erano soliti cucinare un’enorme ciambella nascondendo, di nuovo!, nell’impasto una fava. Il commensale che avesse la fortuna di trovarla, si trasformava in Re e poteva dare “ordini ai ministri e consigli agli ambasciatori”. In questo modo, il Roscón sarebbe arrivato direttamente sulla tavola del primo Re Borbone, Filippo V nel secolo XVIII e da lui agli altri re spagnoli. In questo senso, el Roscón de Reyes sarebbe un parente stretto de la Galette des Rois francese.
Con il passare del tempo, però, la fava ha perso i suoi “poteri magici” e si è vista sotituire per una piccola sorpresa: una statuina, un minuscolo giocattolo, un portachiavi (di quelli che potremmo trovare nell’ovetto di cioccolato).
Chi, al tagliare una fetta di Roscón, trova la sorpresa, diventa il “re della festa” ed ha diritto a cingersi la testa con una corona di cartone che viene in regalo con questo dolce. Senza contare che la ciambella ricoperta di frutta candita ricorda una corona tempestata di pietre preziose. Di solito, gli adulti cedono la corona ai bambini, che sono i grandi protagonisti dell’ultima delle festività natalizie!
Attenzione però, la fava continua ad avere un ruolo, anche se non più così positivo: chi la trova infatti adesso deve pagare il Roscón. Ovvero restituire i soldi a chi l’ha comprato!

Tutte le versioni del Roscón de Reyes

Come succede spesso con le ricette tradizionali, in Spagna esistono tante versioni del Roscón quanti pasticceri con le mani in pasta. Il segreto del Roscón perfetto è la lievitazione, meglio se doppia: l’impasto, una volta cotto, deve essere spugnoso e leggero. Una missione tutt’altro che facile, che spiega le interminabili code di pazienti gourmet fuori dalle pasticcerie più rinomate, come Moulin Chocolat y el Horno de San Onofre a Madrid. Meglio prenotare quindi ed evitare brutte sorprese: ricevere i Re Magi senza un pezzo di questo meraviglioso dolce sarebbe un delitto!

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