Pan Dalì, il pane catalano che ha folgorato il pittore surrealista | CucinoFacile.it

Pan Dalì, il pane catalano che ha folgorato il pittore surrealista

A Barcellona lo chiamano Pan de Crostons, ma tutti lo conoscono anche come Pan Dalì. Il motivo va ricercato nella cotta che il pittore surrealista di Figueres si prese per questo tipo di pane a tre punte tipico della Catalogna. Come si intuisce dal nome di battesimo, l’altra particolarità, oltre alla forma che ricorda il cappello di un torero, è la crosta: “crostons”, infatti, in catalano significa “crostini”. Perché plurale? Perché le estremità del triangolo sono la parte più croccante.

Perché il Pan de Crostons si chiama anche Pan Dalì

Il cibo per Dalì era una vera ossessione. «La mia pittura è gastronomica, spermatica, esistenziale». Al pane, poi, ha sempre riservato un ruolo da protagonista in molte delle sue opere. Ma quella per il Pan de Crostons è stata una vera e propria folgorazione. L’ha avuta da bambino e lo ha accompagnato per tutta la vita. A raccontarla è lui stesso: «Il pane che mi metto spesso sulla testa è un cappello con il quale mi presentai a casa quando avevo sei anni. Svuotai un Pan de Crostons, questa forma di pane catalano a tre punte, e lo misi in testa per stupire i miei genitori». Una passione tale che quando ha trasformato la sua casa in un museo autocelebrativo, ha fatto tappezzare un’intera parete della Torre Galatea con dei calchi di gesso, tuttora visibili, proprio a forma di Pan de Crostons. Da quel momento è stato ribattezzato Pan Dalì.

Pan Dalì o Pan de Crostons.
Pan Dalì o Pan de Crostons.

Le particolarità di questo pane catalano

Si tratta di un pane bianco, a base di farina di frumento macinata a pietra e lievito madre. Una volta assaggiato, si capisce subito come mai l’artista se ne sia innamorato. Lo si potrebbe definire un pane “sonoro”. Dal colore dorato, basta una leggera pressione per fargli emettere un croc ben udibile. A questa particolare croccantezza corrisponde, poi, un sapore spiccatamente tostato. L’impasto è molto semplice. La differenza la fanno, oltre alla forma unica nel suo genere, la lunga lievitazione e la cottura lenta in particolari forni con la base di pietra. Per chi volesse provare a farlo a casa ecco gli ingredienti e la ricetta del forno La Torna che si trova all’interno del Mercato di Santa Caterina a Barcellona.

Ingredienti per tre pagnotte da 600 grammi

1 chilo di farina di frumento di media forza
600 grammi di acqua
250 grammi di pasta madre
10 grammi di sale

Procedimento

Setacciare la farina, unire la pasta madre e impastare, versando poca acqua per volta. Gli ultimi 50 grammi vanno dosati in base alla capacità assorbente della farina utilizzata. Dopodiché aggiungere il sale. Una volta ottenuto un impasto omogeneo e leggermente elastico, riporlo in frigorifero per 12 ore. Il giorno dopo, riportarlo a una temperatura compresa tra i 23° e i 24°C e dividerlo in tre pagnotte tonde. A questo punto lavorare la pasta per darle la giusta forma. Si passerà dall’avere tra le mani prima una bombetta, poi un cappello da torero.

Con le mani a cucchiaio schiacciare l’impasto, creando un bordo di circa 4-5 centimetri, lasciando invece al centro una montagnetta. È così che si forma la bombetta. Dopodiché, tirare i bordi fino a ottenere una forma triangolare. Di ciascuna punta piegare il lembo destro sul sinistro, poi posizionare la mano di taglio e schiacciare la pasta alla base del nuovo triangolino che si è formato. Si ottiene così il cappello da torero. Lasciare riposare un’altra ora. Portare il forno, possibilmente dotato di pietra refrattaria, alla temperatura di 210° C. Prima di infornare, spolverizzare il pane con un po’ di farina e adagiare l’impasto sulla pietra. I tempi di cottura variano tra i 50 e i 60 minuti a seconda della potenza del forno.