Notte di san Lorenzo: grigliata con il naso all’insù?

Notte di san Lorenzo: grigliata con il naso all’insù?

Chi non ha espresso almeno una volta nella vita un desiderio guardando le stelle cadenti nella notte di san Lorenzo?
Come ogni anno, cielo sereno permettendo, saremo con il naso all’insù a guardare lo spettacolo della natura, quella natura extraterrestre che un po’ ci affascina per il suo aspetto romantico, un po’ ci incanta come fosse una magia, un po’ ci spaventa perché ci fa sentire piccoli piccoli al cospetto di un’immensità che non riusciamo neppure a pensarla per quanto è vasta.

E quindi uscimmo a riveder le stelle

Sì, perché se la nostra casa non è certo un inferno (nonostante le alte temperature estive) sarebbe comunque un’offesa alla natura meravigliosa che ci circonda non uscire per godere di uno dei suoi spettacoli migliori. Come sempre, il consiglio è quello di sottrarsi all’inquinamento luminoso e cercare quindi un luogo buio. Ecco allora che per osservare il fenomeno delle stelle cadenti la prima cosa da fare è scappare dalle città. Una serata in campagna o in spiaggia o, meglio ancora, in montagna, potrebbe anche essere l’occasione per fare una grigliata in compagnia di amici o parenti. Non dimenticate un prodotto, possibilmente naturale, che vi protegga dalle zanzare, soprattutto al tramonto.

Cosa sono le stelle cadenti del 10 agosto?

In realtà non sono stelle cadenti, come comunemente le chiamiamo, ma piogge di meteore, cioè flussi di detriti lasciati dal passaggio di comete e asteroidi. Nella notte del 10 agosto (ma non solo in quella) la Terra, nel percorrere la sua orbita intorno al Sole, attraversa le Perseidi, che altro non sono se non uno sciame meteorico lasciato dalla cometa Swift-Tuttle.

Una notte di poesia

Uno dei più grandi poeti italiani del secolo scorso, Giovanni Pascoli, ispirato dalla grandezza di questo evento celeste, ci ha fatto dono di questi meravigliosi versi che compongono la poesia 10 agosto. 

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de’ suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono…

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh!, d’un pianto di stelle lo innondi
quest’atomo opaco del Male!

Un augurio…

…quello di La Cucina Italiana: che le vostre vacanze siano indimenticabili e i vostri desideri esauditi!
Peace & love.