Non solo basilico: pesti bio e dove trovarli | CucinoFacile.it

Non solo basilico: pesti bio e dove trovarli

Rucolino e Pesto Oriental di The Circle
Pesti siciliani di Convivia
Pesto di Rucola di CiboCrudo
Pesti di aglio nero di Nero Fermento
Pesti Dolci Evasioni

Non solo basilico. I genovesi storceranno il naso, pensando al loro pesto dop, che deve essere rigorosamente con basilico ligure. Tuttavia il termine pesto, di per sé, indica la metodologia di preparazione, che prevede che gli ingredienti siano appunto pestati. Escludendo quindi il riferimento specifico agli ingredienti, non è difficile trovare altre tipologie di pesto: alcuni fanno riferimento a ricette tradizionali, come quello alla trapanese, altri nascono da abbinamenti più o meno arditi e ricette ideate dagli chef. Ne abbiamo selezionati alcuni, rigorosamente bio e facilmente reperibili in rete.

Pesto di rucola e Pesto Oriental di The Circle

The Circle è un’azienda agricola dei Castelli Romani, a due passi dalla capitale. La sua particolarità è che la produzione di insalate ed erbe aromatiche, molto apprezzate dagli chef, anche stellati, totalmente in acquaponica ad alto contenuto tecnologico. Quattro giovani imprenditori, cui si aggiunge uno chef, Alain Rosica di Belvedere dal 1933, a Frascati, che hanno avuto la buona idea di creare con queste erbe una linea di pesti, anche per dar vita a qualcosa di nuovo in tempi di pandemia. Il più “tradizionale” è il pesto di rucola, con ricotta e anacardi, mentre il più particolare è quello Oriental, con senape, mizuna, spinacio giapponese, frutta secca e grana padano. Quest’ultimo è disponibile anche nella versione vegan, che non prevede il grana.

Pesti Dolci Evasioni

La particolarità di questi pesti è che sono il prodotto di un progetto di inserimento coordinato dalla cooperativa L’Arcolaio, che ha un laboratorio presso la Casa Circondariale di Siracusa. Una decina di detenuti si occupa di realizzare prodotti bio, vegan e senza glutine, lavorando prodotti che arrivano da aziende agricole del territorio. Due i condimenti proposti nella linea Dolci Evasioni. Uno è il pesto alle mandorle, che strizza l’occhio al classico pesto genovese, ma in questo caso il basilico si mixa solo con le mandorle, per valorizzare questa eccellenza della Sicilia Sud Orientale. L’altro è il più tradizionale pesto di finocchietto selvatico, che viene raccolto sui monti Iblei, e che rappresenta egregiamente i sapori e gli odori della Sicilia.

Pesto di rucola di CiboCrudo

CiboCrudo è la prima azienda italiana che produce rigorosamente alimenti vegan e crudisti, cioè cotti a temperatura mai superiore ai 42°. Nel caso del pesto non c’è naturalmente alcuna cottura e si esclude la presenza di latticini per rispondere alle esigenze vegan. La proposta è quella di un pesto di rucola, presente al 45%, e non eccessivamente frullata per la precisa volontà di far sentire il suo gusto forte e aromatico, quasi piccante. Olio extravergine di oliva e un pizzico di radicchio per dare una spinta in più al gusto.

I pesti siciliani di Convivia

Nel catanese, alle pendici dell’Etna, tutto quello che si coltiva nell’azienda di famiglia, rigorosamente bio e cresciuti sotto il sole siciliano, finisce in conserva con olio extravergine d’oliva. Due i pesti della linea di Convivia, che si mantiene decisamente sul tradizionale: il pesto trapanese (in versione vegana e senza glutine) e quello di finocchietto selvatico. Pomodoro, basilico, aglio e mandorle nel primo; finocchietto, cipolla e uva sultanina, il tutto in agrodolce, nel secondo.

I pesti con aglio nero di Nero Fermento

C’è chi non ama l’aglio nel pesto alla genovese e chi propone pesti a base proprio d’aglio. Aglio di Voghiera dop fermentato naturalmente a temperatura controllata per almeno 60 giorni, dopo i quali diventa appunto nero, perde il gusto pungente classico, acquista in digeribilità e assume note umami e balsamiche. Nella sua linea bio, Nero Fermento propone due pesti in cui l’aglio nero è protagonista: nel primo caso insieme ai topinambur e nel secondo insieme alle noci. In entrambi i casi il suggerimento è di provarli sia in purezza, su crostini, sia come condimento per la pasta.

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