Niente panna, prezzemolo o würstel: la «vera» carbonara di Alessandro Cattelan e Charles Leclerc

Niente panna, prezzemolo o würstel: la «vera» carbonara di Alessandro Cattelan e Charles Leclerc

Carbonara: tutt’altro che semplice da fare
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Il tono è quello serio e composto delle pubblicità progresso. «Ogni anno nel mondo si combatte una guerra silenziosa. E a perdere siamo tutti noi» spiega Alessandro Cattelan nell’ultima puntata di EPCC Live su Sky Uno, e tutto ti verrebbe in mente tranne che l’oggetto del contendere sia la preparazione di uno dei piatti più replicati della cucina italiana nel mondo: la carbonara. Secondo il conduttore, che per lanciare questo messaggio così determinante per le nostre tavole si avvale della preziosa collaborazione del campione di Formula Uno Charles Leclerc, sulla carbonara vige un po’ quella regola che René Ferretti applicava quasi sempre in Boris: una certa tendenza a prepararla alla «ca**o di cane».

È il momento, però, di dire basta, di suggerire a tutti coloro che hanno approfittato dell’emergenza sanitaria per riscoprire il proprio talento ai fornelli come stanno le cose. Sulla carbonara, quella vera, non ci va la panna, né il prezzemolo, né tantomeno il würstel. «Non esiste la carbonara vegana» sottolinea, poi, Leclerc. «È ora che tutti conoscano la verità» tuona Cattelan ricordando al pubblico che per realizzare il piatto originale bastano quattro semplici ingredienti: uova, guanciale, pecorino e pepe. «Niente più», «Nothing more» insistono i due mentre si muovono in uno studio monocromatico con i primi piani che scandiscono l’urgenza della comunicazione, l’imprescindibilità della tradizione sull’interpretazione errata che l’estero imprime al nostro piatto fumante.

Per i tagliolini
Per i tagliolini
Salsa e prosciutto
All togheter
Lo chef

Tutti d’accordo, basta fraintendimenti, solo un piccolo dilemma: quale pasta si sposa meglio per la carbonara, quella lunga o quella corta? Lì, qualcosa si spezza: Cattelan tifa per la lunga, mentre Leclerc consiglia la seconda. Entrambi sono convinti che il proprio formato trattenga meglio il sugo ma, nel dubbio, il video si conclude con uno spaghetto carbonaro che i due tirano su ricalcando la scena di Lilli e il Vagabondo. L’unica differenza? Le labbra non si sfiorano perché, si sa, il metro di distanza deve essere rispettato dappertutto e senza eccezioni. Compreso quando si tratta di amore per la carbonara.

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