Milano Wine Week, ecco cosa dobbiamo aspettarci dall’edizione 2020

Milano Wine Week, ecco cosa dobbiamo aspettarci dall’edizione 2020

«Se la realtà cambia, dobbiamo cambiare anche noi». La Milano Wine Week non si arrende al coronavirus, e attraverso le parole del presidente Federico Gordini si presenta nella sua nuova veste 2020. Più internazionale e al contempo molto, molto più digitale. L’emergenza sanitaria globale, d’altronde, ha costretto a rivedere i piani dell’ormai nota manifestazione meneghina dedicata al mondo del vino, giunta alla sua terza edizione: e così dal 3 all’11 di ottobre i calici si alzeranno dalla Lombardia agli Stati Uniti, passando dalla Cina e dalla Russia, accorciando le distanze in tutta sicurezza grazie all’aiuto della tecnologia. «Milano Wine Week ha deciso per prima di raccogliere questa sfida trasformando un gap in un’opportunità per realizzare un progetto di sistema sempre più al servizio del mondo vinicolo e della sua filiera», sottolinea Gordini. «Durante il lockdown abbiamo deciso quindi di metterci in discussione per costruire qualcosa di rivoluzionario e adeguato ai tempi correnti; e per poter realizzare, se possibile, un evento ancora più grande, importante e internazionale nel rispetto delle rigide normative imposte dall’emergenza».

Milano alza il calice, il mondo risponde

Il tutto avverrà grazie a un’innovativa piattaforma che consentirà all’Italia di collegarsi con le dieci sedi internazionali di Londra, Monaco, Mosca, Pechino, Shanghai, Hong Kong, New York, San Francisco, Miami e Toronto, dove buyer e stampa internazionale potranno scoprire gli stand virtuali delle aziende tricolori ospitati nel Wine Networking Hub e partecipare a speciali Digital Tasting, per degustare simultaneamente i vini anche a migliaia e migliaia di chilometri di distanza. A Milano, intanto, è prevista una variegata agenda di incontri e seminari, costellati di masterclass, degustazioni, walk-around tasting, forum e molte altre iniziative, sempre dedicate al mondo vitivinicolo. Per unire digitale e fisico in un grande evento che affonderà le sue radici nel quartier generale di Palazzo Bovara, ma che ha tutta l’intenzione di diventare un evento diffuso estendendosi anche al resto del capoluogo meneghino.

Una festa per i quartieri

Confidando in un progressivo miglioramento della situazione sanitaria, infatti, la Milano Wine Week punta a coinvolgere la città attraverso l’istituzione dei Wine Districts, veri e propri sodalizi tra i diversi quartieri, con il loro circuito di bar, ristoranti ed enoteche, e i vari Consorzi di tutela dei vini italiani. Per l’intera settimana in cui il quartiere sarà totalmente brandizzato con la livrea del Consorzio, sarà possibile partecipare a eventi speciali come aperitivi, cene, degustazioni: l’obiettivo dell’edizione 2020 sarà quello di coinvolgere ulteriormente le attività legate alla ristorazione e alla somministrazione dei vini, per dare nuova linfa a un settore particolarmente colpito dagli ultimi mesi di pandemia. Centinaia di locali e ristoranti milanesi, in questo senso, parteciperanno in prima persona alla manifestazione, proponendo menù tematici e percorsi di degustazione con abbinamento tra cibo e vino.

Gli incontri della Pride Week

La Milano Wine Week, insomma, intende inaugurare una nuova stagione di eventi per la metropoli meneghina, pronta a ripartire in tutta sicurezza anche grazie alla nuova vocazione digitale scoperta nelle settimane più buie della quarantena. Aspettando ottobre, però, un primo brindisi virtuale potrà già essere fatto dal 19 al 28 giugno, in occasione della Milano Pride Week: la settimana dell’orgoglio Lgbt+ vedrà una speciale serie di WineTelling, veri e propri aperitivi di approfondimento che si terranno in diversi locali friendly del capoluogo lombardo, e che saranno trasmessi in live streaming sul profilo Instagram di Milano Wine Week. L’obiettivo, in questo caso, sarà quello di coniugare la scoperta dei vini e delle loro declinazioni territoriali in un viaggio all’insegna dell’amore e del rispetto per la diversità.

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