L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci: come organizzare la visita e dove mangiare in zona

L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci: come organizzare la visita e dove mangiare in zona

Organizzare la visita all’Ultima Cena (o Cenacolo Vinciano) nell’anno del 500esimo anniversario dalla scomparsa di Leonardo da Vinci è (quasi) d’obbligo. L’artista poliedrico e inventore per eccellenza ha lasciato tracce della sua incontenibile intelligenza e creatività in diverse città come Venezia o Firenze, ma è a Milano che si corre per ammirare l’opera rinascimentale. Per rendere omaggio al Genio Assoluto del Rinascimento Italiano, vi accompagniamo a scoprire come acquistare i biglietti per la visita e dove fare una pausa gastronomica – perché anche la cultura fa venire appetito!

Prima, un po’ di storia

La prima testimonianza dell’opera l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci come ultimata risale al 1498, quattro anni dopo la commissione da parte di Luca Maria Sforza detto il Moro. Infatti, il Duca di Milano decide di designare la chiesa Santa Maria delle Grazie di Milano come principale luogo di celebrazione della sua ricca casata. Leonardo da Vinci viene chiamato per decorare le pareti del refettorio, preso dalla sua inarrestabile creatività si lancia a capofitto nella produzione di un vero e proprio capolavoro unico nel suo genere, di cui in seguito vengono realizzate moltissime copie non solo in Italia. Seppur non raggiungendo mai la maestria dell’opera originale, queste si sono rivelate indispensabili per capire dopo secoli colori e forme come pensate da Leonardo da Vinci.

Infatti, attraverso la sua peculiare tecnica di pittura su tavola (base di intonaco ruvido, mistura di carbonato di calcio e magnesio uniti da un legante proteico, tempera grassa a base di uova e oli fluidificanti), Leonardo da Vinci raggiunge effetti luminosi e grande ricchezza di dettagli. Questa tecnica mista a secco su intonaco purtroppo non protegge il magnifico dipinto dai problemi conservativi legati all’umidità dei muri e ai frequenti sbalzi di temperature per via delle cucine confinanti. Lo splendore della sua opera inizia quasi subito ad offuscarsi e gli interventi di svariati “artisti” nei secoli ne sabotano il grande pregio.

Il grande restauro

Impossibile lasciar andare un tesoro artistico così importante, si corre ai ripari e parte il progetto di restaurazione più lungo e impegnativo della storia: dal 1977 al 1999 si mette in moto un enorme lavoro corale tra scienziati, critici d’arte e restauratori da tutto il mondo. Oltre un ventennio è servito per recuperare la bellezza originale dell’opera, manomessa dai tanti ritocchi, riportando alla luce dettagli preziosi come i piedi degli apostoli sotto il tavolo, il viso di Giovanni e il buco di un chiodo piantato nella testa del Cristo che veniva usato dall’artista per tracciare la prospettiva della scena.

Non solo: l’imprenditore Oscar Farinetti di Eataly ha ricevuto lo scorso maggio il premio CULTURA + IMPRESA 2018-19 a Milano per il progetto “Una cena così non la puoi perdere!”, approvato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del TurismoGrazie al nuovo impianto di climatizzazione e depurazione dell’aria, oggi vengono quotidianamente immessi all’interno del refettorio di Santa Maria delle Grazie circa 10.000 metri cubi di nuova aria pulita, contro i precedenti circa 3.500. Un intervento che consentirà all’Ultima Cena di Leonardo da Vinci di sopravvivere 500 anni in più e di essere vista da un numero crescente di visitatori (+30% nei primi tre anni dal restauro), senza che ciò la danneggi a causa delle polveri sottili che ciascuno porta con sé.

Come acquistare i biglietti per il Cenacolo Vinciano

Dichiarata nel 1980 patrimonio dell’umanità dall’Unesco, l’Ultima Cena (o anche Cenacolo di Leonardo da Vinci) è da sempre una delle più visitate in Italia: nel 2017 è stata ammirata da 416.337 visitatori, risultando il 16° sito museale più visitato del Paese. Tutti almeno una volta nella vita dovrebbero entrare nella spoglia sala del refettorio alla chiesa Santa Maria delle Grazie per restare a bocca aperta davanti al magistrale dipinto, imponente anche nelle dimensioni: l’opera misura 880 cm di lunghezza e 460 cm di altezza!

Per visitare l’Ultima Cena è obbligatorio prenotare in anticipo la visita. La tutela del capolavoro leonardesco richiede condizioni ambientali ottimali, ottenute attraverso il trattamento dell’aria, nonché particolari procedure per l’accesso dei visitatori, consentito a gruppi di 25 persone per un massimo di 15 minuti. Tenete presente che l’orario di apertura va dal martedì alla domenica con orario continuato dal mattino alle 8.15 fino alla sera alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.45). Il costo fisso della prenotazione è di euro 2.

Se scegliete la modalità online, vi consigliamo di affidarvi al sito ufficiale del Museo del Cenacolo Vinciano sulla piattaforma del Polo Museale Regione Lombardia, che vi porterà all’acquisto dei biglietti di ingresso attraverso il rivenditore ufficiale VivaTicket. I biglietti sono relativamente pochi a disposizione rispetto alla richiesta, difficilmente troverete subito disponibilità. Infatti vi è un calendario di acquisti scadenzato molto anticipato: tenete presente che ad esempio gli ingressi per ottobre e novembre sono stati messi in vendita a fine luglio. Ma non lasciatevi scoraggiare, c’è anche la possibilità di un contatto umano via telefono. Dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 18.30, è possibile prenotare o acquistare i biglietti per l’ingresso al Cenacolo Vinciano chiamando il Numero Verde 800 990 084 gratuito da rete fissa oppure il numero telefonico a pagamento +39 02 92800360.

In alternativa, ma con costi maggiori, è possibile affidarsi a terzi come agenzie sicure oppure partner alternativi riconosciuti in qualche modo dalla Regione o a livello nazionale. Ad esempio, il Touring Club suggerisce di affidarsi al sito partner Musement, che per circa 45 euro (contro i 12 euro originali) assicura il biglietto salta fila e la visita guidata. Un altro esempio è Eataly, che oltre al supporto di restauro, offre la possibilità di prenotare una formula speciale: accesso al refettorio per 30 minuti, invece dei 15 consueti, in orario serale e a museo chiuso, con un esperto che narra la nascita, la vita, la storia e i segreti dell’opera, a seguire cena da Eataly.

Dove mangiare bene attorno al Cenacolo Vinciano

La grande opera di Leonardo da Vinci è conservata sulle pareti del refettorio all’interno dei locali della chiesa domenicana Santa Maria delle Grazie a Milano in zona Magenta, molto vicino alla stazione ferroviaria Cadorna o alla fermata metropolitana Conciliazione. Le proposte per una pausa golosa sono diverse, ve ne proponiamo alcune:

Pasta Fresca da Giovanni (piazza Giovine Italia) è una garanzia per chi voglia assaggiare dei piatti primi di ottima qualità. L’unico problema è la grandezza del locale, molto piccolo e con pochi tavoli, quindi sconsigliato ai gruppi numerosi. Con un po’ di pazienza troverete posto, l’attesa verrà ricompensata alla prima forchettata.

Boccondivino (via Carducci, 17) offre una buona esperienza da enoteca attraverso una carta dei vini molto ricca e un menù genuino apprezzato dagli avventori ormai da tempo. Anche il conto è adeguato.

La Bottarga (viale san Michele del Carso, 19) è un ottimo ristorante di pesce vicino a San Vittore con piatti calabresi in menù. La qualità della materia prima impiegata e le preparazioni accurate ne fanno una meta molto amata dai milanesi e non.

Osteria La Carbonaia (via Carducci, 38) è il posto ideale per chi sogna una fiorentina senza andare in Toscana. Nel caratteristico locale con pareti effetto bucciato e arredi rustici di legno, si viene catapultati in un altro mondo fatto di griglia e vino.

Temakinho Magenta (via Boccaccio, 4) per chi ha voglia di fare un salto in Brasile passando per il Giappone: qui le due culture gastronomiche di incontrano per un risultato gustoso e sorprendente. Da provare.

 

 

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