Lo scattone, la ricetta tradizionale del Molise a base di pasta e vino rosso

Lo scattone, la ricetta tradizionale del Molise a base di pasta e vino rosso

Una delle perle nascoste della cucina regionale italiana che merita di essere riscoperta è lo scattone, originario dell’Alto Molise e in particolare delle zone rurali. Questo piatto, sano e genuino, è fatto con ingredienti semplici e locali e la sua ricetta viene tramandata da generazioni.

La storia dell’aperitivo molisano a base di pasta e vino

Lo scattone è nato nell’entroterra del Molise, e in particolare se ne contendono la paternità i comuni di Torella del Sannio, Poggio Sannita e Bagnoli del Trigno. Le nonne di oggi ne tramandano la storia e gli utilizzi di un tempo, nonché la facile e autentica preparazione. Sebbene la ricetta classica preveda come ingredienti base pasta fresca con relativa acqua di cottura calda e un po’ di vino rosso, a seconda dei paesi e delle famiglie vi sono molte varianti. Il nome sembrerebbe derivare dal termine germanico skaitho, che significa mestolo, ovvero lo strumento da cucina utilizzato durante la preparazione. In passato lo scattone, per via della sua natura genuina ed energizzante, veniva consumato soprattutto in pieno inverno da coloro che rientravano a casa dopo una giornata di lavoro nelle campagne, o veniva preparato per combattere il raffreddore. Oggi come allora, questa pietanza calda è consumata poco prima dei pasti, per “apr lu stommc” come affermano le persone anziane. La tradizione di questo piatto viene portata avanti dai giovani molisani, sia in versione invernale che estiva, e ogni 16 agosto viene lo scattone è celebrato con una sagra che si tiene a Torella del Sannio, in provincia di Campobasso.

Come si prepara lo scattone

Per preparare lo scattone si comincia con il mettere a cuocere in abbondante acqua salata dei tagliolini o una pasta fresca tipica del Molise, delle Marche e dell’Abruzzo, detta sagne. Questa pasta, generalmente fatta in casa, ha una forma di piccoli rombi o rettangoli lunghi, è spessa qualche millimetro ed è a base di semola e acqua. Poco prima che la pasta sia completamente cotta ne va tolta un po’ con un mestolo, insieme all’acqua di cottura (chiamata “lavatura” in molisano), e il tutto va versato in una scodella, in cui vanno aggiunti un vino rosso, possibilmente corposo e molisano, e volendo una spolverata di pepe o un pizzico di peperoncino.

Non resta che augurarci che questo piatto tipico, una delle più note specialità della cucina molisana, continui a essere celebrato e tramandato anche alle prossime generazioni, e che con esso venga trasmesso un pezzo di storia di questa regione, troppo spesso dimenticata.

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