L’industria della carne? Popolata di clown in “Their Voice”, cortometraggio italiano | CucinoFacile.it

L’industria della carne? Popolata di clown in “Their Voice”, cortometraggio italiano

L’industria della carne? Popolata di clown in “Their Voice”, cortometraggio italiano” è stato pubblicato su Vegolosi, magazine di cultura e cucina 100% vegetale

THEIR VOICE – Teaser from Alienside Studio on Vimeo.

Il cinema, da sempre, ci fa sognare, sperare, a volte commuovere, altre riflettere su questioni che fino a quel momento non avevano attirato la nostra attenzione. È un potente mezzo di trasmissione di importanti messaggi che possono raggiungere un ampio pubblico.

Tre giovani creativi del mondo del cinema indipendente hanno colto appieno il potenziale nascosto all’interno di un prodotto artistico cinematografico e hanno così realizzato, grazie al supporto di Animal Equality Italia ed Animal Equality USA, il loro primo documentario di denuncia allo sfruttamento animale: Lea Borniotto, Vera Borniotto ed Edoardo Nervi sono i fondatori di Alienside Studio, nonché gli autori del cortometraggio “Their Voice”, nato dall’”idea di poter parlare di problematiche sociali attraverso il cinema”.

Il corto, espressione di una realtà che sempre più sta emergendo, mostrando le sofferenze che quotidianamente gli animali da allevamento sono costretti a subire, è la traduzione cinematografica di una tematica che sta particolarmente a cuore al team di Alienside Studio. I tre ideatori, infatti, hanno concentrato le loro storie personali, accomunate dalla scelta di schierarsi dalla parte degli animali diventando vegani, in un documentario in cui si fanno portavoce della sofferenza animale.

Dare voce a chi non ha voce

L’obiettivo di “Their Voice” non è tanto il prestigio cinematografico, come raccontano alla nostra redazione, quanto quello di “aiutare tutti gli esseri viventi che non possono parlare, che non riescono a difendersi. Abbiamo voluto essere la loro voce, per aiutarli ad esprimere quello che subiscono ogni giorno”.

Il tema, quindi,  quello di dare voce a tutti quegli animali che, per la violenza istituzionalizzata che subiscono ogni giorno negli allevamenti intensivi, sono messi a tacere e, quindi, sono impossibilitati a ribellarsi ai soprusi destinati a loro quotidianamente.

A questo proposito, è emblematica la scena finale che ritrae in primo piano una delle attrici protagoniste. Il momento saliente di questa scena è rappresentato dall’urlo della ragazza realizzato però a livello audio, creando “un insieme di grida di moltissimi animali“. Le molteplici urla, infatti, sono suoni reali di animali, registrati da Animal Equality Italia ed Animal Equality USA, durante le loro inchieste.

Questo grido condensa tutta la rabbia davanti ad un sistema antispecista che, con l’industria della carne, non si redime dalla colpa di uccidere miliardi di animali in tutto il mondo. È un grido di protesta, ma anche di speranza perché guarda ad un futuro in cui l’uomo finalmente riconoscerà e sfiderà il suo posizionamento antropocentrico: “l’essere umano dovrebbe capire che è sbagliato mettersi su un gradino più alto rispetto alle altre specie” spiegano gli autori. Per i tre giovani ragazzi, solo quando l’uomo porrà fine alla sofferenza che infligge agli animali, queste grida assordanti di animali potranno cessare del tutto.

La maschera dietro la quale si nasconde l’industria alimentare

Il messaggio del corto è principalmente rivolto agli industriali che gestiscono il mercato della carne, fertile terreno in cui sono in gioco importanti affari economici. Nel video sono interpretati da clown che indossano una finta maschera dietro cui si nascondono raccontando una verità distorta. Infatti, “i clown simboleggiano la falsità e l’arroganza che sono propri di chi lavora nell’industria della carne” spiegano i registi del corto.

La loro falsità si esprime sopratutto attraverso la pubblicità ingannevole che ritrae una realtà del tutto inventata: animali che vivono liberi in ampi spazi verdi, felici di diventare cibo per qualcuno. Per questo motivo, gli industriali del settore “lavorano ingannando le persone“. Un inganno che si protrae, per gli autori di “Their Voice” anche alle diciture “animali allevati a terra o benessere animale”, riportate su alcuni prodotti.

In realtà, come stanno testimoniando da diversi anni le preziose inchieste di importanti associazioni, come Essere Animali o Animal Equality Italia, sono molteplici i contesti in cui agli animali allevati a scopo alimentare non vengono neppure garantiti i requisiti minimi di sopravvivenza.

In particolare, Animal Equality Italia si è schierata contro i messaggi ingannevoli che certe pubblicità trasmettono lanciando una nuova campagna basata su un form in cui è possibile inviare segnalazioni anonime per denunciare pubblicità ingannevoli. Il cortometraggio, per ora, può essere visto su Amazon Prime USA e Amazon Prime UK e a breve sarà disponibile anche in Italia. Alla pagina Facebook Their Voice – Short Film è possibile trovare il trailer ufficiale del corto.

L’industria della carne? Popolata di clown in “Their Voice”, cortometraggio italiano” è stato pubblicato su Vegolosi, magazine di cultura e cucina 100% vegetale.
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