Le baby verdure: food trend che non passa mai di moda

Le baby verdure: food trend che non passa mai di moda

Sono passati circa vent’anni da quando le cosiddette “baby verdure” o microgreens hanno iniziato a essere commercializzate e coltivate in Europa, eppure da allora restano una presenza costante sugli scaffali dei supermercati e un prodotto di nicchia ancora molto in voga. Di queste verdure in miniatura, apprezzate tanto in qualità di snack salutare quanto elemento decorativo o ingrediente sfizioso per preparazioni e ricette gourmet, esistono in realtà tipologie diverse. Andiamo allora a scoprire cosa sono e come sono nate queste verdure baby e a cosa è dovuta la loro popolarità.

Storia e caratteristiche delle baby verdure

Baby carote, mini zucchine, spinaci baby, carciofini, pannocchiette sono solo alcuni degli oltre cinquanta tipi di varietà di baby verdure coltivate o importate da molti paesi del mondo, dall’Asia all’America del Nord. In Italia questa sfiziosa novità è arrivata nel 2001 e da allora, sebbene la maggior parte dei prodotti arrivino dall’estero, Francia, Inghilterra e Nord Europa in testa, la produzione locale e la vendita sono cresciute sempre di più. Le piccole dimensioni di questi alimenti hanno infatti raccolto il consenso di un sempre più ampio pubblico di consumatori, dalle mamme, che ne hanno fatto uno snack ideale per invogliare i loro figli a mangiare più sano, agli anziani e ai single, che ne apprezzano la praticità antispreco, e infine tutti coloro che sono a caccia di finger food decorativi o di food trend belli da fotografare e da condividere sui social network. Pochi sanno, però, che nell’ampio panorama delle verdura in miniatura vanno distinte tre varietà, coltivate con tre differenti tecniche.

La prima è quella delle geneticamente nane, ovvero verdure che anche se mature hanno una dimensione più piccola rispetto alla più famosa varietà di grandi dimensioni, e che possono quindi essere considerate le più “naturali”; rientrano, ad esempio, in questa famiglia alcuni tipi di pomodori e di fagiolini.
Appartengono invece alla seconda varietà, meno naturale, ma comunque salutare, tutte quelle verdure di dimensioni standard che vengono però raccolte prematuramente; queste mini verdure, spesso tenere e dal sapore più delicato rispetto alla corrispettiva varietà matura, comprendono le mini pannocchie (tanto utilizzate nella cucina asiatica), la mini lattuga, la mini carota e diversi ortaggi tra cui zucchine, melanzane e peperoni.
L’ultima categoria di baby verdure include invece quelle che si ottengono con una produzione a forte densità per metro quadro, che ne blocca quindi il corretto e completo sviluppo; possono ad esempio essere coltivate con questa tecnica le cipolle baby, ma anche cavolfiori, broccoli e rape rosse.

Insomma, per ogni mini verdura o mini ortaggio c’è una diversa famiglia di appartenenza, che può essere interessante scoprire anche per comprenderne al meglio la storia e le peculiarità. È  bene comunque sapere che nessuno di questi vegetali è stato geneticamente modificato e che si tratta di normali verdure sane e nutrienti dalle dimensioni ridotte, spesso coltivate in serra con pochi trattamenti chimici.

Il caso delle baby carote

Ben diverso è invece il caso delle famose “carotine baby”, uno snack che Italia sembra non passare mai di moda, ma che negli ultimi anni ha fatto molto parlare di sé. Da non confondere con le carote della varietà Imperator che vengono raccolte prima della loro completa maturazione, alcune delle mini carote che vengono distribuite in tutto il mondo non sono altro che carote adulte, spesso deformate, che vengono tagliate fino ad avere una perfetta forma in miniatura, di circa 5 centimetri di lunghezza. Questo singolare prodotto venne inventato negli anni Novanta da un coltivatore californiano di nome Mike Yurosek per far fronte alla perdita giornaliera di tonnellate di carote che non rispettavano lo standard estetico voluto dai consumatori. Yurosek provò quindi a sbucciare e a intagliare alcune delle sue carote e le propose alla catena di distribuzione a cui si rivolgeva; inaspettatamente la richiesta fu tale da dover poi passare a un processo industrializzato che consentisse di tagliare, sbucciare, modellare e lucidare le “carote baby”. Ben presto queste carotine si diffusero in tutto il paese generando una tale mania da far crescere vertiginosamente la vendita e l’assunzione di carote nazionale; negli anni 2000 le baby carote arrivarono addirittura a dominare il mercato delle verdure fresche negli Stati Uniti. Tanto all’estero quanto in Italia, questo snack ha scatenato l’interesse della stampa, in un susseguirsi di opinioni e articoli che ne criticavano l’inganno che si nasconde dietro al prodotto, ma anche il prezzo elevato, le sostanze chimiche spesso impiegate durante la lavorazione e l’aspetto poco sostenibile del processo di imballaggio. Non è mancato, però, anche chi ne ha evidenziato qualche aspetto positivo, tra cui la natura antispreco della produzione, nonché il dato positivo del notevole incremento nelle vendite di un prodotto comunque salutare, ricco di vitamine e di sostanze nutritive.

Al giorno d’oggi queste “finte mini carote” costituiscono una minima parte di quelle presenti nei nostri supermercati, ma come per tutte le mini verdure è sempre bene non dare per scontata la storia e la provenienza del prodotto.

Foto: Baby carote coltivate_Flickr_Steven Depolo.jpg

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