La storia delle gallette e dei biscotti di Castellammare di Stabia

La storia delle gallette e dei biscotti di Castellammare di Stabia

Chiunque abbia avuto il piacere di trascorrere una giornata a Castellammare di Stabia, anche conosciuta come “la città delle acque”, avrà compreso quanto l’elemento dell’acqua sia determinante per la storia e per le abitudini, anche culinarie, di questo comune situato nel Golfo di Napoli. Basti pensare che tra i più popolari prodotti gastronomici locali spiccano le antiche gallette stabiesi, un tempo portati sulle navi dai marinai e ammorbiditi nell’acqua di mare, e i fragranti biscotti a forma di sigaro che da tradizione vengono consumati dopo essere stati intinti nelle storiche acque minerali.

I biscotti di Castellammare, a forma di sigaro

I caratteristici biscotti di Castellammare, orgoglio culinario di questa città, hanno una forma allungata che ricorda un sigaro o un grissino e sono acquistabili presso i forni o presso le bancarelle lungo il litorale del porto turistico. La loro invenzione risale alla metà dell’Ottocento; fu allora che il biscottificio Riccardi, utilizzando solo ingredienti semplici e genuini tra cui zucchero, farina, acqua, lievito, vanillina e burro, diede vita a questi biscotti. La loro ricetta originale resta avvolta dal segreto, ma la produzione venne e viene tutt’oggi portata avanti anche da altri biscottifici locali. Sebbene gli ingredienti utilizzati possano aver subito qualche variazione, la loro lavorazione resta artigianale, la lievitazione naturale e il prodotto finale genuino. A restare invariata nel tempo è anche l’usanza di inzuppare questi biscotti nell’Acqua della Madonna, la cui sorgente si trova nel centro storico e a pochi passi dal mare. Quest’acqua limpida ed effervescente naturale è particolarmente apprezzata per i suoi benefici, tra cui le proprietà diuretiche e dissolventi, ed è solo una delle quasi trenta acque che sgorgano nel territorio stabiese, un ricco patrimonio idrologico famoso in tutta Italia.

I biscotti dei naviganti, una tradizione che ha quasi 200 anni

Ancora più suggestiva è la storia delle gallette, anche conosciute come i “biscotti di mare” o “dei naviganti” poiché all’inizio del Novecento i marinai di Castellammare usavano portarne con sé una scorta per le lunghe traversate marittime, trasportandole in grossi sacchi di iuta. Queste croccanti gallette avevano infatti il vantaggio di non ammuffire e di poter essere consumate dopo essere ammorbidite e insaporite nell’acqua di mare. Allora come oggi le gallette hanno una forma circolare, sono spesse quasi 2 centimetri e presentano sulla superficie una ventina di buchi. L’impasto è fatto solo con acqua e farina, ed è quindi privo sia di lievito che di sale, il che li rende un prodotto da forno ideale per chi soffre di ipertensione. Le gallette possono essere consumate in inverno, ad esempio immerse in zuppe o minestre, o in estate come base per insalate o caponate. Attualmente sono pochi i biscottifici di Castellammare di Stabia che le producono. Tra questi si distingue il Biscottificio Cascone che porta avanti la tradizione di questa antica ricetta dal 1908, realizzando le gallette con un macchinario che ha ben 200 anni. La versione moderna e locale delle gallette di Castellammare sono invece chiamate “caponate” e non sono altro che friselle di grano, sempre naturalmente bagnate nelle acque delle sorgenti stabiesi.

Queste specialità locali, insieme agli altrettanto famosi biscotti glassati e ai tipici taralli salati con sugna, pepe e mandorle, sono solo uno dei tanti motivi per intraprendere un giro gastronomico in questa splendida località campana, magari dopo un pranzo di pesce in uno dei tanti chalet sparsi nella città, una passeggiata sul lungomare e una visita alla sorgente dell’Acqua della Madonna.

Foto Ivana De Innocentis.

Translate »