La ricetta di dicembre: la torta di mele con le spezie di Stefano Cavada

La ricetta di dicembre: la torta di mele con le spezie di Stefano Cavada

La torta di mele di Stefano Cavada
La torta di mele di Stefano Cavada
La torta di mele di Stefano Cavada
La torta di mele di Stefano Cavada
Il libro

Lo seguiamo su YouTube, sui social e in tv (anche per imparare a replicare le ricette più gustose di Internet), e ora Stefano Cavada arriva in libreria: è appena uscito La mia cucina altoatesina (Athesia), il suo primo libro con 45 ricette belle, semplici, romantiche, con cui con il suo tocco reinventa in modo innovativo anche i piatti più tradizionali.

Nel libro si può scegliere a seconda del momento e del desiderio tra colazione, brunch, tradizione, da condividere, lievitati e dolci tentazioni: sono le sei categorie in cui Stefano Cavada ha suddiviso i suoi piatti, introducendoli con il ricordo a cui sono legati vissuto durante i suoi i suoi viaggi tra Londra e Parigi (in cui ha vissuto per un periodo), o durante la sua infanzia ai fornelli insieme alla mamma che gli ha trasmesso l’amore per la cucina e le cose buone. Un esempio? La torta di mele, di cui nella gallery sopra trovate la ricetta. È la stessa che Stefano faceva da bambino: «Questa – dice – è la torta che mia mamma preparava nei pomeriggi d’autunno: per me è il profumo di casa. La faccio ancora molto spesso, ma l’ho arricchita con spezie come noce moscata e cannella che si usano moltissimo nei dolci dell’Alto Adige».

«Il libro – prosegue  – è un mix di dolce e salato tra ricette nuove, della tradizione altoatesina, ma anche mediterranea. Mia madre ha origini a Fondi (Latina), e mi ha insegnato ad apprezzare sapori poco montani che ancora oggi amo molto, come l’insalata di finocchio e arance che ho inserito nel libro. Sono molto legato a ciascuno dei piatti che racchiudo nel mio primo ricettario».

Dopo tante ricette on line, perché ora un libro?
«Era un sogno che avevo da tanto: volevo portare su carta stampata la mia idea di cucina, raccontare il mio mondo con il mio stile. Le foto del libro sono state scattate a quattro mani da me e Valentina Solfrini da Essen, il mio studio a Brescia, con i miei piatti e tutti i piccoli dettagli che fanno parte della mia vita di ogni giorno. Ho scritto un libro anche perché credo sia più semplice avere un ricettario cartaceo che guardare uno smartphone, senza contare che è più romantico: io stesso nei miei viaggi mi sono sempre portato dietro i miei ricettari del cuore per tenere ovunque a portata di mano i miei piatti preferiti».

Qual è la tua idea di cucina?
«Per me la cucina deve essere alla portata di tutti: le ricette devono evocare ricordi ed emozioni, essere così buone da invogliare a cucinare anche chi non è pratico ai fornelli, e per questo non devono essere complesse. Inoltre credo sia fondamentale che un piatto sia anche bello da vedere, ma mai artefatto».

Cosa c’è di diverso nel libro rispetto ai piatti che condividi in Rete?
«C’è più spazio per racconti legati a me, ai miei viaggi e quindi al mio percorso: chi leggerà capirà le origini della mia passione per la contaminazione e per i prodotti del territorio come quelli dell’Alto Adige. Conosco bene l’impegno profuso da chi segue la filiera, ad esempio, di latte, speck e vino, per rispettare l’ambiente e puntare al massimo della qualità. Mi piacerebbe poter trasmettere la stessa passione alle persone: consiglio sempre a chi mi segue di informarsi su cosa mangia, solo così si capisce il valore del cibo».

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
«Fino a Natale sarò molto concentrato sul libro, con un booktour che toccherà diverse città d’Italia (tutte le date sono su stefanocavada.it, ndr). Nel cassetto ne ho già un nuovo: è già chiaro nella mia mente, non vedo l’ora di scriverlo e di condividerlo con chi mi segue».
Per vedere la ricetta della torta di mele tratta dal libro sfogliate la gallery sopra

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