La Puglia a tutto gin

La Puglia a tutto gin

Gin Brusco
Gin di Puglia
Muma Gin
Roach Gin
Pharmacy Gin
Ulça Gin

Terra di olio, vino, pane e ora anche di gin: la Puglia enogastronomica non smette di sorprendere. Birrifici e distillerie della regione hanno iniziato a misurarsi con un distillato antichissimo. In passato era considerato un alimento per le classi più povere del Regno Unito. Oggi si cerca il locale con la carta gin più ricca, per tentare audaci pairing a tutto pasto. In Puglia il gin si arricchisce delle note dell’acqua di mare, dell’ulivo e degli agrumi, persino del Pane di Altamura. Ecco la mappa degli spirits a base di ginepro da non perdere.

Gin di Puglia

Dopo un viaggio in Puglia, Ettore Pacilli è stato pervaso dall’idea di creare un prodotto che restituisse i sentori di questa terra. Lo ha fatto insieme a Valentina Delli Carri, sommelier dell’enoteca Uvarara, e Pellegrino Riccio, agronomo, creando Gin di Puglia. «Abbiamo seguito la nostra passione, sperimentando molto in prima persona», spiega Delli Carri. La produzione è in un opificio a Foggia, con un punto vendita a Troia per commercializzare parte delle mille bottiglie prodotte nel 2019. Il sapore di Gin di Puglia ricorda la macchia mediterranea, il rosmarino e i pomodori, la salvia, insomma gli odori percepiti durante una passeggiata in campagna. Ovviamente, tra le botaniche non mancano il ginepro, il coriandolo prodotto in provincia di Foggia e le radici di liquirizia. Gin di Puglia è disponibile in due versioni: Dry, con solo olio d’oliva, e Summer Edition, con l’aggiunta di agrumi. La lavorazione in cool compound con olio extravergine d’oliva lascia il palato perfettamente pulito. Gin di Puglia è perfetto per le cene pugliesi, anche quelle a base di sole bruschette o taglieri di salumi e formaggi.

Muma, il gin che sa di mare

Un mix di sei botaniche, l’acqua del mar Mediterraneo e un ingrediente segreto: questo c’è dentro Muma Gin, distillato italiano, specchio della Puglia, che vuole raccoglierne i profumi, i colori e la sua storia. Muma è il primo spirit italiano che incorpora l’acqua purificata del mar Mediterraneo. Al suo interno, a completare l’incantesimo, ci sono otto ingredienti: camomilla, ireos, cannella, limone e arancia, ginepro e un ottavo ingrediente che i creatori di Muma non intendono svelare. Questo distillato prende vita dall’incontro di due eccellenze pugliesi: Frantoio Muraglia e Birrificio Matà. Imprenditore e produttore votato all’olio extravergine d’oliva, Savino Muraglia prosegue la tradizione della famiglia che da cinque generazioni produce, raccoglie e frange olive per produrre oli di qualità superiore. Il Birrificio Matà di Cerignola, fondato dai due fratelli Marinaro, produce birre artigianali ad alta fermentazione e non pastorizzate in Puglia e nel Sud Italia. Il loro punto di riferimento è lo stile delle birre americane e belghe. A completare il quartetto c’è Stefania Urso, professionista del marketing e della comunicazione nel settore food. La produzione avviene in un alambicco discontinuo, a Trinitapoli. Il prodotto è disponibile in due formati: da 40 ml e 500 ml.

Gin Brusco

Anticamente il gin era considerato il pane dei poveri. Forse da questa idea è nato Gin Brusco, che ha tra i suoi ingredienti un altro simbolo della Puglia gastronomica: il Pane di Altamura. Il suo nome è un omaggio a un piatto tipico della tradizione regionale, la bruschetta. Creato dal Birrificio Pagnotta a partire da morbido alcol di cereali, completano il quadro i sentori di pomodoro secco, origano, foglie d’ulivo, coriandolo, angelica e ginepro. I profumi erbacei del Mediterraneo si fondono con le note balsamiche di ginepro, grazie all’infusione. Prodotto in poco più di 1000 bottiglie, le botaniche di Gin Brusco lo rendono perfetto per un pairing a tutto pasto o per un appetitoso gin tonic.

Pharmacy Gin, un farmaco per l’anima

Pharmacy Gin è un distillato artigianale compound made in Puglia. A renderlo davvero speciale ci pensano la Mandorla di Toritto e la Carota di Polignano, due presidi Slow Food della regione. «Ci ho messo un bel po’ per studiare la ricetta», racconta il creatore di Pharmacy Gin, Nicola Guarini. «Essendo un presidio Slow Food, sia le carote sia le mandorle non sono disponibili per tutto l’anno». Dopo sei mesi di studio, nel 2019 sono uscite le prime 700 bottiglie. La ricetta cela molti segreti. Alla base ci sono sette botaniche, tra cui il ginepro, la Carota di Polignano e la Mandorla di Toritto tostata. Il resto è mistero. Fatevi preparare un gin tonic nell’omonimo locale, a Polignano.

Ulìa: Primo Gin Mediterraneo

La distilleria Essentiae di Emanuele De Gaetani ha dato vita a Ulìa. In questo nome è racchiuso sia un desiderio futuro sia la pianta dell’ulivo. «L’idea è nata dalla volontà di unire il distillato di ginepro all’infuso di foglie di ulivo, che usavamo già per il nostro amaro», spiega De Gaetani. «In questo modo abbiamo voluto rendere un po’ salentino il nostro gin». I primi 500 esemplari di Ulìa sono stati creati nel 2016 e commercializzati solo tre anni dopo, alla fine di un invecchiamento a contatto con legno d’ulivo. Si tratta di un gin essence compound, realizzato a partire da un distillato di cereali aromatizzato al ginepro e impreziosito dal legno di ulivo e da botaniche rigorosamente mediterranee: menta, arancia amare, limone, chiodi di garofano, calendula, cardamomo, anice stellato, aloe e foglie di ulivo. Qualche goccia di miele e carruba aggiungono qualche nota dolce. Quasi tutte le botaniche utilizzate sono coltivate da De Gaetani o raccolte nelle macchie di Torre San Giorvanni. Ulìa è stato tra i finalisti del The Gin Guide Awards 2020. Da gustare accanto a un’insalata di arance o con una semplice fetta di pane e pomodoro all’aperitivo.

Roach Gin

Gianluca Selicato, Michele Russo e Fabio Ceglie sono i tre creatori di Roach Brewery. Siamo a Monopoli. Dopo aver avviato il birrificio artigianale, nel 2017 i tre soci hanno lanciato la divisione spirits. Da questa costola è nato l’Amaro, il Roach Gin e a breve arriverà il Vermouth. «La caratteristica di questi distillati è l’aromatizzazione al luppolo», spiega Selicato. Roach Gin è un cool compound, in cui vengono infusi a freddo ginepro, coriandolo, agrumi e luppolo. Il tutto viene armonizzato con una minima presenza di zucchero che va a mitigare l’amaro della pianta che dà vita alla birra. «Il packaging è la vera chicca: alla bottiglia viene applicata a mano un’etichetta di legno». Roach Gin esce in 6-7mila bottiglie all’anno. Dopo aver conquistato l’Europa, i tre della Roach Brewery si preparano a conquistare il Giappone. Intanto il distillato pugliese fa il pieno di riconoscimenti. Il Roach Gin è stato premiato come Best Italian Gin 2019 e 2020 nell’ambito del World Liquer Awards. Servito nel gin tonic si abbina a limone e tonica a base di agrumi e bergamotto. È perfetto per il South Style e può essere anche usato in cucina come ingrediente per preparare del pesce.

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