La Miglior Pizza d’Italia è quella Grigoris

La Miglior Pizza d’Italia è quella Grigoris

50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica
50 Top Pizza, la classifica

Non si trova a Napoli la migliore pizza d’Italia, almeno secondo la Guida Pizzerie del Gambero Rosso del 2020. La si mangia ad Asseggiano, vicino a Mestre, alla Pizzeria Gregoris di Lello Ravagnan e Pina Toscani.

Miglior Pizza d’Italia

Il Gambero Rosso ha premiato la pizza con Alice di Pellestrina, Bufala, Misticanza, Finocchio fermentato, Sedano Rapa e Zest di Limone. Una pizza che è il riassunto del percorso e soprattutto del presente di Grigoris. C’è il territorio, tra mare, terra e laguna che è rappresentato dalla Alice di Pellestrina, carnosa e molto dolce. C’è ovviamente la storia di Grigoris, ovvero l’impasto che, nonostante sia in continua evoluzione, è fedele ai valori storici di leggerezza e digeribilità.

La collaborazione con lo chef Piergiorgio Parini

C’è il desiderio di conoscere e sperimentare, in questa pizza, frutto di una collaborazione che prosegue da circa un anno sotto traccia con lo chef Piergiorgio Parini. «Con lui il nostro staff ha appreso nuove tecniche e abbinamenti», racconta Lello Ravagnan. «La Pizza dell’Anno non deriva da una ricetta di Piergiorgio, ma è frutto anche degli stimoli e dell’apertura mentale creati da questa collaborazione. Le alici arrivano fresche nelle cucine di Grigoris e vengono lavorate e marinate dai nostri ragazzi. Per noi è la valorizzazione di un prodotto del territorio, una alice che è locale e che ha dei valori importanti non soltanto a livello di gusto, ma di rispetto del lavoro dei pescatori locali, del nostro mare Adriatico, della nostra storia». Aggiunge Pina Toscani, che da Grigoris cura tutta la parte di pasticceria e realizza il pluripremiato panettone: «Cosa abbiamo chiesto allo Chef? Tecniche e stimoli, non ricette. Affinare il palato dei nostri ragazzi, apprendere nuove tecniche di cucina, sensibilizzarci sull’abbinamento. Il percorso con Piergiorgio prosegue: fermentazione delle verdure, lavorazione del pesce, e altro ancora. È uno stimolo continuo».

Grigoris: una pizzeria in evoluzione

L’evoluzione per la pizzeria Gregoris è fondamentale. Ogni anno Grigoris cambia pelle, a livello di interior e di design, con nuovi stimoli provenienti dai viaggi di Lello e Pina nel nord dell’Europa o nella amata Grecia. Ma anche a livello di prodotto: impasti perfezionati ogni giorno, ingredienti sempre nuovi e ricercati che trovano spazio nel menu, micro produzioni di micro birrifici artigianali che i sommelier, guidati da Lorenzo Pillon, scovano in giro per l’Europa. E poi sidro, vini e champagne, anche in questo caso etichette poco note e affini all’idea di Grigoris.

Translate »