La magia del Castello di Casole

La magia del Castello di Casole

Castello di Casole
Castello di Casole
Castello di Casole
Castello di Casole
Castello di Casole
Castello di Casole
Castello di Casole

Si sale con placida lentezza lungo la strada delimitata da cipressi, che raggiunge la sommità del colle dove si trova il Belmond Castello di Casole. Siamo in Val d’Elsa, vicino a Siena, San Gimignano e Volterra, a meno di un’ora di auto da Firenze.
La parte più antica della struttura risale al X secolo (la torre è datata 998) quando qui c’era un piccolo borgo con forno, chiesa, mulino, magazzino per il vino e per l’olio, ma gli scavi archeologici nei primi decenni del 1800, voluti dalla famiglia Bargagli, proprietaria della tenuta, hanno portato alla luce reperti etruschi di grande importanza, uno fra tutti la Testa Bargagli, ora conservata al Museo Civico Archeologico e della Collegiata di Casole d’Elsa.

Appena arrivati si respira quel senso di quiete che restituisce l’impressione di essere giunti a casa.
Il fascino, immutato nei secoli, si ritrova in ogni angolo e scorcio di questo resort e il vento che viene dal mare accarezza con garbo la collina.
Il relax (la spa e la palestra sono ricavate in un alcune dei caseggiati più antichi del “borgo”), le passeggiate nella tenuta (1700 ettari di proprietà in parte coltivati in regime bio, in parte lasciati a bosco) e la buona cucina sono un trinomio imperdibile.
Dalla colazione al dopo cena ci si può affidare a occhi chiusi all’estro dello chef Daniele Sera «la mia è una cucina giocata sulla semplicità, fatta di pochi ingredienti riconoscibili, del territorio e non solo, lavorati con il massimo rispetto. Dico la mia cucina, ma non è corretto, perché non sono certo solo io a cucinare, la brigata del Tosca (il ristorante) è la vera forza che sta alla base dei nostri piatti».

Il Belmond Castello di Casole, è un posto magico e svela un poco alla volta le proprie meraviglie, ma il tramonto, che si gode dalla terrazza del ristorante Tosca, dai tavolini del cocktail bar Visconti (chiamato così in omaggio alla famiglia del regista Luchino che l’acquistò nel dopoguerra) e dalla meravigliosa piscina a sfioro, non passa certo inosservato.
Seguendo un camminamento in piccoli ciottoli ci si addentra appena nel bosco e sotto le fronde di un albero centenario si trova un tavolo sospeso, un tavolo incantato. Questo è il luogo ideale per iniziare la cena con un aperitivo a base di alcune delle proposte «finger» della cucina: mini tacos con crema di zucchine, il «finto pomodoro», uovo di quaglia con crema di patate e tartufo, tartare di filetto di manzo con funghi e scaglie di parmigiano.

Lo chef, di madre fiorentina e di padre ligure, con grandi esperienze in Italia a e all’estero, quando ha avuto l’occasione di venire qui non ha avuto dubbi «Castello di Casole è un posto in cui la vita segue i ritmi semplici del sorgere e del calare del sole e i sapori sono quelli genuini della terra. Nella tenuta produciamo olio e vino (Castello di Casole riforninsce di questi due prodotti i Belmond italiani) e presto avremo anche un grande orto dove coltivare gli ingredienti per la cucina. Quest’anno per la prima volta, avremo il nostro miele millefiori per le colazioni e per i dolci».
Quello dell’orto non è il solo progetto che presto si realizzerà, ce n’è un altro, forse ancora più ambizioso: dedicare 6 tavoli (e una brigata apposta) al nuovo ristorante gourmet Di Sera che aprirà l’anno prossimo. Solo di sera, appunto, si potrà godere di una cucina capace di spaziare e di sperimentare con garbo, senza dimenticare le radici del territorio.
Da provare oggi, senza dubbio, i Ravioli con patate, olive taggiasche, scorfano e salsa di cacciucco e il Maialino di Cinta cavolfiore affumicato e agrumi. E l’anno prossimo? Non resta che attendere pregustando le sorprese future.

Ravioli con patate, olive taggiasche, scorfano e salsa di cacciucco. Foto di Mauro Parmesani
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