La cucina di Benedetta Parodi sbarca in Giappone

La cucina di Benedetta Parodi sbarca in Giappone

Benedetta Parodi al festival Italia Amore Mio
Benedetta Parodi al festival Italia Amore Mio
Benedetta Parodi al festival Italia Amore Mio
Benedetta Parodi al festival Italia Amore Mio
Benedetta Parodi al festival Italia Amore Mio
Benedetta Parodi al festival Italia Amore Mio
Benedetta Parodi al festival Italia Amore Mio
Benedetta Parodi al festival Italia Amore Mio
Benedetta Parodi al festival Italia Amore Mio

«Aglio, olio e wasabi». Benedetta Parodi mette il kimono a una ricetta simbolo del Bel Paese. E lo fa proprio da Tokyo, dove lo scorso 6 luglio ha partecipato alla manifestazione Italia Amore Mio, il festival italiano più grande del Sol Levante, ideato e organizzato dalla Camera di Commercio Italiana in Giappone. «Se potessi “rubare” un ingrediente, sceglierei di sicuro il wasabi perché ne vado matta», ci ha rivelato a margine del suo show cooking. «A differenza del nostro peperoncino che boccone dopo boccone ti anestetizza, il wasabi è magico perché ha un’esplosione di freschezza e poi scompare. Le papille gustative sono subito pronte a ricominciare».

«Bisogna solo stare attenti a dosarlo ed equilibralo perché ha un fondo leggermente dolciastro», aggiunge Benedetta. Che col wasabi ci fa pure la maionese e tante altre salse, anche se per il pubblico nipponico ha optato per un suo cavallo di battaglia: le orecchiette alla crema di burrata e asparagi. «Una ricetta semplice e veloce, che chiunque qui può replicare nella sua cucina. Tra gli ingredienti ho inserito la burrata, che non è facile da trovare in Giappone, ma ci tenevo a mettere un prodotto italiano d’eccellenza». Poi, sfruttando la cottura un po’ lunga, Benedetta ha deciso di prendere qualche altro ingrediente fresco e preparare pure una pasta fredda.

«Con pomodorini, capperi, basilico e olive si può fare una marinata fredda. Che è un piatto tipico italiano e ha pure i colori della nostra bandiera». Un inedito per i giapponesi, che hanno comunque uno standard di cucina alto: «C’è grande rispetto per il corpo e per la salute. Il cibo non è soltanto un appagamento del gusto ma anche un modo per stare meglio, per curarsi, senza appesantirsi», ci dice ancora la conduttrice, in libreria con «A pranzo da me». «In quest’ottica, c’è molto rispetto della materia prima, che viene esaltata da una cucina comunque semplice, essenziale. Non c’è un’esagerazione di sapori, la materia prima quindi dev’essere buona».

Tra le esperienze food del Festival, spiccano la pizza di Vincenzo Roberto, le ricette toscane illustrate dallo Chef Pardini e il gelato tricolore firmato Ferrero: ma c’è qualche ricetta nipponica che possiamo replicare nella nostra cucina? «Io, da buona piemontese, sono brava con le loro zuppe, a casa le faccio spesso e il sapore non è molto diverso da quelle che ho assaggiato qui», conclude Benedetta, in vacanza in Giappone con la famiglia. «Sto mangiando di tutto. Mi piace molto lo shabu sbabu, che è una pentola di zuppa sopra il fornello posta al centro della tavola e intorno numerosi piattini con verdure, carne e salse, tipo la bourguignonne».

Benedetta prende spunto e fa l’inchino: la sua prima volta ai fornelli in Giappone finisce tra selfie e applausi. «Arigatou».

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