La carbonara di Violante Placido, senza frontiere

La carbonara di Violante Placido, senza frontiere

La carbonara con cui Violante Placido ha partecipato alla nostra challenge #laricettacheunisce nasconde un ricordo bellissimo. E che racconta ancora una volta del potere magico della carbonara, capace di trasportarci altrove, farci sentire a casa e più vicini agli altri, forchettata dopo forchettata.

«Mi trovavo in Romania per le riprese del film Ghost Rider – Spirito di vendetta (2012, diretto da Mark Neveldine e Brian Taylor, ispirato al personaggio dei fumetti Ghost Rider, pubblicato dalla Marvel Comics e ideato da Gary Friedrich, Michael Ploog e Roy Thomas).

Erano quattro mesi che eravamo lontani da casa (in giro tra Turchia e Romania, ndr.) e tutti iniziavamo a sentire la nostalgia della nostra cucina. Così un giorno a pranzo cedemmo alle lusinghe di un ristorante “italiano”.

Io, che non mi fido della cucina italiana all’estero, presi una cosa semplice, mentre il regista ordinò una carbonara.

Gli portarono un piatto un piatto di pasta giallo cangiante, con pezzetti di formaggio fuso e prosciutto che galleggiavano in un mare di salsa misteriosa.

Ammetto, però, di aver avuto il coraggio (e la curiosità) di assaggiarlo. A quel punto non potevo che augurare al regista di riuscire a mangiare una vera carbonara prima o poi. Non l’avessi mai fatto.

Complice un suo amico ristoratore (della cittadina romena, ndr) ricevetti nel pomeriggio una telefonata che mi comunicava che ero attesa nella cucina del ristorante per preparare la carbonara, per tutto il cast, per cena.

Non potevo tirarmi indietro, le sfide sono il mio pane, così mi improvvisai chef alla guida di una brigata sui generis: la moglie del regista e quella di un altro attore.

Dosi per 15 persone, pentoloni da ristorante, sguardo sospettoso del cuoco vero.

Vi lascio immaginare il momento delicatissimo in cui unii la pasta alle uova cercando di non  trasformarle in un’enorme frittata.

Posso dire che la carbonara fu un successo tale che il proprietario del ristorante mi consegnò addirittura un attestato.

Da quella volta quando preparo questo piatto per gli amici o per  la mia famiglia penso che vale sempre la pena di tentare e che, mal che vada, se dovrò re-inventarmi, ho già pronto un bel diploma internazionale!».

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