Illy e Taittinger, due anime cru | CucinoFacile.it

Illy e Taittinger, due anime cru

Brunello Vigna Schiena d’Asino 2015 e Comtes Taittinger 2008
Brunello Vigna Schiena d’Asino 2015 e Comtes Taittinger 2008
Brunello Vigna Schiena d’Asino 2015 e Comtes Taittinger 2008
Brunello Vigna Schiena d’Asino 2015 e Comtes Taittinger 2008
Brunello Vigna Schiena d’Asino 2015 e Comtes Taittinger 2008
Brunello Vigna Schiena d’Asino 2015 e Comtes Taittinger 2008
Brunello Vigna Schiena d’Asino 2015 e Comtes Taittinger 2008

Un progetto che guarda lontano. La passione per il gusto e la continua volontà di essere eccellenza. Questi sono alcuni degli elementi che accomunano Riccardo Illy e Clovis Taittinger, gli imprenditori illuminati che l’8 ottobre hanno incantato gli ospiti del Relais Mastrojanni con la presentazione di due vini attesissimi: il Brunello di Montalcino Vigna Schiena d’Asino 2015 di Mastrojanni e il Comtes Taittinger 2008. Due Cru, due vitigni conosciuti e apprezzati in tutto il mondo.
Ad accomunare i due grandi vini, Polo del Gusto, il grande progetto firmato Illy e nato con la mission di diventare punto di riferimento della cultura e dell’eccellenza del gusto nel segmento gourmet/superpremium a livello mondiale di cui è parte la stessa Mastrojanni e che è distributore esclusivo di Taittinger in Italia.

Nel 2004 viene costituito il Gruppo Illy con l’intenzione di diversificare la produzione e gli investimenti: cioccolato (Domori e Prestat, fornitore ufficiale della regina d’Inghilterra), il Thè Damman Fréres e le confetture Agrimontana in Piemonte. La famiglia Illy ha iniziato a investire nel vino nel 2008, quando diventa proprietaria di Mastrojanni.

Tra presente e futuro 

«Questo è un anno particolare, molto difficile, ma è anche stato un anno importante per noi, il primo anno intero di attività di Polo Del Gusto (la subholding costituita a Giugno 2019, per le attività extra caffè del gruppo Illy.) Il coraggio di investire in nuove attività, nonostante il periodo difficile. Lo fece anche mio nonno Francesco, che costituì a Trieste l’Industria Nazionale Caffè e Cioccolato, nel 1933, in piena depressione del 1929. Mastrojanni è stata acquisita nel 2008 in piena Brunellopoli, lo scandalo del Brunello. Ciò nonostante il gruppo Illy decise di fare l’acquisizione.  Quest’anno, pur essendo un anno difficile, ci vede arretrare – ma non troppo – rispetto al 2019. Abbiamo investito nel settore vitivinicolo e lo abbiamo fatto due volte: la prima volta acquisendo questa azienda (Mastrojanni 2008) e facendola crescere: dai 24 ettari agli attuali quasi 40 ettari di vigneto e più di 100 di terreni in totale. E con nuovi investimenti: la Bottaia, la parte della vinificazione e tutto il Borghetto, che è diventato un Relais con le sue 11 camere, la Spa e il ristorante. Investito, tramite Domori, nella distribuzione di Taittinger e fatto una scelta su quelli che mi piace chiamare i Vini Universali, vini che hanno una lunga storia alle spalle. La nostra è un’impresa familiare che ragiona in termini intergenerazionali. Preferiamo mirare a progetti a lungo termine, nei Vini Universali. In Italia con due importanti vitigni: Brunello di Montalcino e Barolo. Dopo il Brunello il prossimo passo sarà pensare al Barolo, ci stiamo ragionando proprio in questi mesi» racconta Riccardo Illy.

Riccardo Illy.
Riccardo Illy.

 Schiena d’Asino, una vigna magica

«La Schiena d’Asino è una vigna molto vecchia, la porzione del primo vigneto acquistato dall’avvocato Gabriele Mastrojanni nel 1975, il Brunello che viene prodotto (circa seimila bottiglie) solo nelle grandi vendemmie, il Cru della Tenuta Mastrojanni. Un solo ettaro di estensione e 3600 ceppi. Mastrojanni è una delle poche realtà a Montalcino che riesce a rimpiazzare le vigne con lo stesso clone e nello stesso punto dove è morta la precedente. È un lavoro di accurata selezione, che ha permesso, negli anni, di mantenere una personalità molto tipica.  Il 2015 è un’annata importante, ogni azienda a Montalcino ha prodotto il proprio vino, un vino con un carattere ben delineato. Il Brunello Vigna Schiena D’Asino è un vino molto equilibrato, dai grandi profumi; abbiamo aspettato a raccogliere e questo ha dato dei risultati. Quando tutti avevano già raccolto noi dovevamo ancora iniziare: quando si raffredda il terreno rallenta la maturazione e si accentuano i profumi. Certo, è rischioso. Non vogliamo fare vini per il mercato, ma vini che piacciono a noi prima di tutto e che il mercato ha sempre privilegiato; non abbiamo mai rincorso la grande struttura nel vino, il vino piacione non fa per noi. Il Brunello Vigna Schiena d’Asino 2015 è un’annata di struttura, ma di grande finezza ed eleganza. Per questo vino prediligiamo un invecchiamento più lungo, e questi risultati li ottieni solo se hai la pazienza di aspettare. I giusti passaggi, senza fretta: si deve fare la maturazione in legno, ma anche in bottiglia; poi si aspetta. L’annata 2015 è una delle migliori in assoluto. Noi usciamo adesso sul mercato con un’annata che gli altri hanno già terminato. È una vigna magica» spiega Maurizio Castelli, enologo Mastrojanni dal 1992.

Il potere del confronto

«Durante il lockdown, nei lunghi mesi di chiusura, con Andrea Machetti (Mastrojanni), Clovis Taittinger e Riccardo Illy, ci siamo sempre sentiti; ci siamo confrontati, abbiamo sempre continuato a lavorare e a programmare il futuro, mentre tutta l’Italia era bloccata. Lavorare con le eccellenze, fornire ai nostri agenti prodotti di eccellenza, esclusivi, ma che dietro hanno una grande storia famigliare non solo aziendale. Questo è quello che caratterizza Domori e il Polo del Gusto, la percezione di solidità, di compattezza, di noi come azienda, ma soprattutto come persone che lavorano insieme. Oltre a Taittinger, di cui siamo distributore esclusivo dal 2017, da quest’anno siamo diventati esclusivisti di Mastrojanni e dei suoi vini» commenta Andrea Macchione AD Domori.

Dal 1734, la storia dello champagne nel mondo

«Amo le vigne, tutte, e queste di Mastrojanni a Montalcino sono state davvero una scoperta, è un territorio magnifico, vigne e colline a perdita d’occhio. La vigna mi emoziona sempre. Lo champagne è soprattutto un vino per sognare, per fuggire con la mente lontano.  È il piacere di incontrare, di condividere. Lo champagne è un modo di vedere, un visione comune di condividere la vita. La nostra famiglia è appassionata della cultura del vino e della cultura che c’è dietro al vino, il territorio, le persone che lavorano nelle vigne. Questo significa dare importanza e rispetto al vino, tutto, non solo allo champagne.  L’annata 2008 è per noi una delle migliori di sempre, allo stesso tempo calda e fresca. Emerge intenso il terroir gessoso dei Grands Crus de la Côte des Blancs.  Il Comtes de Champagne Blanc de Blancs è un grande champagne, composto esclusivamente da Chardonnay. Le uve provengono da cinque paesi della Côte des Blancs classificati come Grands Cru: Avize, Chouilly, Cramant, Mesnil- sur-Oger e Oger. Questo terroir unico si estende su una striscia di terra di appena 20 km. Per poterlo giudicare al meglio bisogna berlo.  E per Mr Clovis il bicchiere più adatto per bere lo champagne resta la coppa» dice Clovis Taittinger.

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