Il vino della settimana: Oltrepo Pavese Pinot Nero Giorgio Odero 2015 Frecciarossa

Il vino della settimana: Oltrepo Pavese Pinot Nero Giorgio Odero 2015 Frecciarossa

Ci sono le capre che tengono pulito il bosco e le mucche che forniscono il letame per concimare le vigne. E, poi, uno stuolo di cani, le arnie con le api, il frutteto, l’orto, i salumi appesi ad affinare in cantina, insieme a coppe e pancette. Frecciarossa è un’azienda storica dell’Oltrepo –quest’anno compie 100 anni– ma qui non si respira quell’aria vetusta e un po’ snob che c’è in tante cantine blasonate. I vini sono stati tra i primi a essere esportati all’estero: “Abbiamo la licenza numero 19” mi racconta la proprietaria Valeria Radici; “li conosceva perfino Alfred Hitchcock, che andava pazzo del nostro Sauvignon”.

La storia dell’azienda comincia con il bisnonno, di Valeria; Mario Odero viveva in Galles, dove lavorava nel ramo del carbone; la Prima Guerra Mondiale lo costringe a tornare in patria, ma non vuole restare a Genova, sua città natale. Dopo una gita in Oltrepo, rimane così colpito dal paesaggio, che decide di vendere tutto quel che ha per acquistare la tenuta Frecciarossa. Ma è il figlio Giorgio che dà grande impulso alla produzione vinicola, dopo un viaggio in Francia, paese da cui riporta idee e tecniche per fare vini di qualità e la passione per il Pinot Nero. Prosegue l’attività sua figlia Margherita, tra le prime donne in Italia a occuparsi di vino, finché, dopo una vita vissuta a Parigi, anche Valeria sente il richiamo di questa terra. “Da bambina trascorrevo le estati qui ed è l’unico posto che ho sempre sentito come casa”.

Parlando dei suoi vini, mi ha raccontato che “Il Carillo è la versione più essenziale del Pinot Nero, è fresco e incentrato sul frutto, senza sovrastrutture; è il vino in cui mi riconosco di più, insieme all’Anamari, il rosso con i vitigni autoctoni dell’Oltrepo, che abbiamo ripreso a produrre”. Ma il vino che meglio rappresenta la grande storia dell’azienda è senza dubbio il Pinot Nero Giorgio Odero che tra l’altro, e succede di rado in Italia, si può acquistare in azienda di ben sei annate diverse. Prodotto sulle prime colline di Casteggio da un singolo vigneto, è un vino che ha bisogno di tempo per dare il meglio di sé; lo dimostra il millesimo 2015, figlio di un’annata calda, che già ora riesce a sfoggiare una grande classe e una perfetta aderenza territoriale. I profumi sono quelli dei piccoli frutti, della caramella Rossana e dell’arancia rossa; all’assaggio è succoso, rinfrescato da note balsamiche. Più sottile, pronto e “nordico” il 2014, figlio di un’annata fredda e con un’eleganza che lo avvicina alla Borgogna.

Perché adesso: è sempre il momento giusto per il Pinot Nero.

Com’è fatto: fermenta con lieviti autoctoni in vasche di acciaio, a temperatura controllata; la macerazione dura circa 15 giorni, cui segue un affinamento prima di 12 mesi in botti di legno da 25 ettolitri, quindi di sei mesi in acciaio e, infine, di almeno un anno in bottiglia.

Da abbinare con: sta molto bene con le ricette a base di volatili, dal piccione all’anatra, i pirmi piatti con sughi di carne, arrosti e tagliate.

Servitelo a: 16-18 °C.

Prezzo: 27 euro.

frecciarossa.com

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