Il vino della settimana: Nizza Cipressi 2016 Michele Chiarlo

Il vino della settimana: Nizza Cipressi 2016 Michele Chiarlo

Se si cominciasse a dedicare statue ai vignaioli italiani più meritevoli, Michele Chiarlo ne avrebbe una senz’altro. Il suo talento –verso le produzioni di qualità e la capacità di vendere i vini piemontesi nel mondo, quando ancora non li conosceva nessuno– l’ha ereditato dal padre Pietro, che fu, nel 1952, tra i promotori della nascita della cantina sociale di Calamandrana e che venne premiato nel 1978 con la Gran Medaglia di Cangrande dall’Ente Fiere di Verona “per avere dato un notevole contributo allo sviluppo della viticoltura e alla valorizzazione dell’enologia italiana”.

Sono tanti gli insegnamenti che il padre lascia al figlio, come quando gli dice “Usa pazienza e fai sacrifici, ma compra solo vigneti in grandi posizioni”. Michele ricorda anche la reazione di suo padre quando cominciò a diradare l’uva (cioè a buttare a terra parte dei grappoli) nei vigneti di Barolo nel 1985: “Ma visse abbastanza per convincersi dei grandi risultati qualitativi che derivarono dalla mia scelta”. Oggi, dopo una sessantina di vendemmie, Michele è affiancato dai figli Stefano e Alberto, cui è riuscito a trasmette la stessa passione e le grandi competenze necessarie per produrre (e vendere) vini apprezzati in tutto il mondo.

Anzi, più che apprezzati, visto che il Nizza Cipressi 2015 è stato dichiarato migliore vino del mondo dalla rivista americana Wine Enthusiast. Le uve nascono nella tenuta La Court a Castelnuovo Calcea, acquistata da Michele Chiarlo, nel 1995, dopo lunghi anni di “corteggiamento”. Per rendere ancora più speciale un luogo già eccellente per la viticoltura, la famiglia Chiarlo ha realizzato Orme su La Court, un parco artistico en plein air, fruibile da tutti, che accoglie le opere di alcuni artisti del calibro di Emanuele Luzzati e Ugo Nespolo.

Ma com’è fatta una buona Barbera? Deve nascere in un territorio molto vocato e l’ottenimento della Docg per il Nizza nel 2014 è senz’altro una garanzia a riguardo. E poi deve essere fruttata e succosa, vibrante all’assaggio, per l’acidità che ne regge il corpo, e di beva facile, anzi facilissima, ma mai banale. Il Nizza Cipressi 2016, e anche quello dell’annata 2017 (assaggiata in anteprima e in vendita da settembre), ha tutte queste caratteristiche. I profumi, soprattutto ciliegia, lampone e qualcosa di tabacco dolce, sono eleganti e freschi; le stesse caratteristiche si ritrovano all’assaggio, insieme a un finale sapido e rotondo, che invoglia al sorso successivo.

Perché adesso: è un rosso di grande versatilità in tavola e, giocando con le temperature di servizio, può accompagnare sia i piatti strutturati sia quelli più leggeri: una scelta perfetta in questo periodo di clima ancora incerto.

Com’è fatto: la vinificazione avviene in acciaio, con una macerazione sulle bucce di 10-12 giorni; il vino affina per 12 mesi in botte grande e, quindi, per 6 mesi in bottiglia.

Da abbinare con: carni bianche, formaggi di media stagionatura, primi con sugo di carne, paste ripiene, pesci in umido.

Servitelo a: 16 °C

Prezzo: 16 euro.

www.michelechiarlo.it

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