Il Babà napoletano diventa un cocktail

Il Babà napoletano diventa un cocktail

L’ispirazione per un buon cocktail può arrivare da qualsiasi cosa. Da un viaggio in una meta esotica, da un’opera d’arte, da un film visto al cinema. Ma anche dalla propria città, e in particolare da uno dei dolci più celebri della sua tradizione. È successo così a Salvatore D’Anna, bar manager dell’Archivio Storico di Napoli, premium bar nel cuore del Vomero, che meditando su una lista di drink ispirati alla cultura e alla storia borbonica della metropoli partenopea ha ideato il Babà Punch: un cocktail che, come si può facilmente intuire dal nome, prende spunto dal babà e dalla sua celeberrima bagna.

Un brindisi alla pasticceria

«Ho da sempre avuto una grande ammirazione per la pasticceria e per i maestri pasticceri napoletani -, spiega Salvatore D’Anna, che ha mosso i suoi primi passi dietro il bancone già nell’adolescenza, nel locale milanese gestito dalla sua famiglia. – Ho colto così l’occasione al volo e ho cercato di replicare il piacere che si prova nel gustare un babà al rum in questo punch. Qualche piccolo aggiustamento qua e là, ad esempio far riposare zucchero e scorzette di agrumi insieme, la scelta del mix di rum e della tipologia giusta di tè, l’utilizzo delle spezie usate per insaporire i dolci della pasticceria napoletana come il pisto, e il Babà Punch è pronto».

Salvatore D’anna all’Archivio Storico di Napoli

Napoli nel bicchiere

Racchiudere l’anima di una città dalle mille sfaccettature come Napoli in un drink non è impresa da poco. Perché è necessario trovare il giusto mix di colori vivaci, profumi inconfondibili, sapori intensi e veraci che affondano le radici in una rigorosa tradizione. Così sfogliando la drink list dell’Archivio Storico possiamo trovare cocktail dai nomi e dagli ingredienti più che curiosi, come il Piennolo, che strizzando l’occhio al celebre pomodoro unisce la Vodka con un Bloody Mary in chiave mediterranea; o come l’Espresso Fizz, che celebra l’amore partenopeo per la tazzina in un bicchiere di rum chiaro, liquore al caffè, zucchero, succo di limone e soda al caffè espresso.

La ricetta del Babà Punch

«Non bisogna mai forzareo cercare disperatamente i legami fra la tradizione e la ricetta di un drink -, sottolinea D’Anna. – È molto più corretto invece notare che da sempre il bar rappresenta lo specchio della società e delle evoluzioni di ciò che ci succede intorno». Ecco allora che il suo Babà Punch diventa al contempo un omaggio al dolce e una riflessione sulla scena partneopea legata alla mixology. Con una speciale dedica a tutti quei bartender che intendono portare alta la bandiera del buon bere, nella speranza che un giorno anche l’arte dei drink possa trovare un posto stabile nel cuore e nelle tradizioni di Napoli e dei suoi cittafini.

Babà Punch

20 ml di rum Barbados
40 ml di rum jamaicano
45 ml di Oleo saccharum
15 ml di succo di lime
15 ml di succo di limone
75 ml di tè alle spezie

Servire con ghiaccio e scorze di agrumi.

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