Fave a tutto tondo

Fave a tutto tondo

Le fave sono un legume tra i più antichi: ne hanno trovate tracce persino negli scavi di Troia e Creta, ma il loro utilizzo pare sia ancora anteriore a questo periodo. I romani ne facevano grande uso, tanto che una delle famiglie più importanti nella storia di Roma, i Fabi, presero il loro nome proprio dalla fava, chiamata “faba”. Nel tempo passò da cibo di classi facoltose a cibo di sopravvivenza per i ceti più poveri. Nella metà del Cinquecento, quando si diffuse il fagiolo dall’America, la fava fu abbandonata quasi del tutto.

Come si consumano

Le fave si consumano fresche, sia cotte sia crude, o secche e quindi cotte. Quelle fresche vengono vendute sempre con il loro bacello verde, mentre quelle secche sono sgranate e senza la buccia. Come tutti i legumi, se utilizzate le fave secche dovete prima ammollarle. Nel caso in cui le fave abbiano la buccia l’ammollo deve essere di 18 ore, altrimenti soltanto di 8. Se si gustano fresche, bisogna scegliere quelle primaverili, giovani  e tenerissime: sono ottime accompagnate con salami nostrani o con del pecorino, come si usa fare in Toscana. Poco presenti sulle tavole del nord Italia, le fave sono invece utilizzatissime nelle cucine di Campania, Calabria, Puglia e Sardegna.

Nelle cucine di altri Paesi

Anche nelle cucine straniere le fave sono un alimento ampiamente utilizzato: in alcuni paesi arabi vengono usate per preparare un piatto tipico per la colazione, il ful medamla, fatto con fave cotte a lungo in contenitori di rame e poi condite con olio, cipolle, aglio e spremuta di limone. In America Latina vengono aggiunte nelle zuppe di verdura o mangiate come snack in abbinamento a salse piccanti.

Benefiche (ma non per tutti)

Poco caloriche, le fave sono altamente nutrienti grazie alle vitamine, proteine e sali minerali che contengono. Ricche di fibre, hanno un effetto benefico sulla salute del cuore perché riducono il tasso di colesterolo cattivo presente nel sangue. L’elevato livello di vitamina C presente, consente una veloce assimilazione del ferro contenuto nel legume stesso.

Per alcune persone, tuttavia, il consumo di fave può essere molto pericoloso: stiamo parlando di soggetti che, a causa di una patologia ereditaria, non hanno un enzima indispensabile per neutralizzare gli effetti nocivi di alcune sostanze presenti in questo legume. La malattia si chiama favismo e nelle situazioni più gravi può causare un collasso cardiocircolatorio. L’unico rimedio rimane evitare di consumarle.

Ecco alcune ricette con le fave