Downton Abbey: segreti in cucina

Downton Abbey: segreti in cucina

Credere che i protagonisti delle cucine di Downton Abbey siano diventati espertissimi nel preparare i piatti più ricchi e appetitosi del mondo sarebbe una bugia. La serie, vincitrice di numerosi premi, ha avuto il merito di raccontare con eleganza i legami e gli intrighi che si annidano all’interno di una residenza edoardiana di inizio Novecento, con un’attenzione particolare non solo agli aristocratici, ma anche alla servitù. È nella camera comune e nelle cucine, infatti, che le trame si fanno più fitte, inebriate dal profumo dei panini da infornare e delle mousse al salmone da farcire. Un principio che viene onorato anche nel film di Downton Abbey che arriva al cinema il 24 ottobre e che in America ha fatto il pieno di consensi raggiungendo il primo posto al box office nel suo primo weekend di programmazione. Tutto è studiato talmente nel dettaglio da dare l’impressione che il tempo si sia cristallizzato, soprattutto scorgendo le meravigliose leccornie preparate da Mrs. Patmore e da Daisy, sempre con il grembiule allacciato e la cuffietta fra i capelli. A rivelare qualcosa in più della macchina organizzativa di Downton Abbey in fatto di cibo è, però, la food stylist Lisa Heathcote, che in diverse interviste, dal “New York Times” a “Hello”, ha aperto i cassetti segreti della dispensa spiegando che non è tutto come sembra.

I segreti… in cucina

A indicare cosa sarà servito per pranzo o per cena ai piani alti è la sceneggiatura firmata da Julian Fellowes, creatore della serie: parte tutto da lì. Il cibo viene preparato sia al castello di Highclere, che sarebbe la residenza di Downton, che negli studi di Ealing, dove sono ricreati i piani inferiori del castello, quelli occupati dalla servitù, per intenderci. Per le prime tre stagioni della serie, la preparazione dei piatti era all’aperto, in un tendone speciale chiamato “easy-up” che aveva provocato non pochi problemi. Come quando i cani di Lady Carnarvon sfuggirono al suo controllo puntando il piatto di carne che la Heathcote stava preparando, o come quando il freddo era così rigido che la food stylist scoprì, con sua enorme sorpresa, che la salsa che stava girando si era congelata. Ragione per cui, a partire dalla quarta serie, lo staff addetto al cibo ha avuto la possibilità di lavorare all’interno di un piccolo camion tutto suo. Che gli attori abbiano imparato poco in fatto di cucina durante le riprese è, però, un dato di fatto. «Forse stanno migliorando nel tritare, ma anche a gestire tutti i tipi di cibo. Sarà perché non sono schizzinosi», racconta Heathcote divertita, pronta a risolvere anche i problemi che sembrano più insormontabili. Come quella scena che prevedeva che un’aragosta cadesse sul completo di seta di Jimmy suscitando le ire del reparto costumi, per niente entusiasta nell’accogliere la notizia. «Allora ho incollato il cibo vero sul piatto con i finti gamberi e il prezzemolo, quel tanto che sarebbe bastato per cadere in grembo senza che ci fosse la macchia», insiste ancora Heathcote, che aggiunge che mantenere il cibo così delizioso e perfetto alla vista nonostante le ore di riprese e le luci calde del set è una sfida che pensa di aver risolto nella maniera più semplice: ripristinare di volta in volta i piatti come se fossero al ristorante.

Downton Abbey, foto da Facebook.
Downton Abbey, foto da Facebook.

I segreti… nel set

Importante, in tal senso, è anche scegliere gli ingredienti giusti: «È importante considerare, per esempio, che alcune foglie con il tempo appassiscono. Un buon crescione fresco è fantastico, ma per continuare a ripristinarlo è meglio usarne uno secco», specifica la food stylist rassicurando che non tutto quello che si vede a Downton Abbey è commestibile. Aspic e gelatine molto più solide di quanto dovrebbero essere nella realtà permettono, infatti, di resistere il più a lungo possibile ai tempi delle riprese garantendo un aspetto particolarmente appetibile. Stesso discorso per la mousse al salmone che viene citata più volte nel corso della quarta stagione della serie ma che, in realtà, è fatta con il pollo perché «altrimenti il pesce sarebbe stato puzzolente e sgradevole dopo un po’ di tempo». Nonostante questi accorgimenti, il menu tipico di una serata a Downton Abbey è più o meno sempre lo stesso: una zuppa chiara, una pietanza di pesce, un antipasto, un arrosto, una composizione di formaggi e frutta e un bocconcino salato, come le prugne avvolte dalla pancetta, per rifarsi la bocca. Al di là dell’allevamento dei suini portato avanti dalla famiglia Crawley e responsabile di una buona parte dell’economia della tenuta, Heathcote conclude dicendo che la tenuta, se fosse attiva, sarebbe completamente autosufficiente. «Tutte le verdure, la frutta, la carne, i latticini e i formaggi sarebbero venuti dai pressi della tenuta e sarebbero stati tutti assolutamente deliziosi. All’epoca sarebbero stati tutti biologici e prodotti direttamente dal terreno e messi nel piatto. Sarebbe stata un’ottima cucina di campagna, buon cibo sano, ma elegantemente decorato».

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