Deliziosa Puglia: 10 tappe (golose) da non perdere

Deliziosa Puglia: 10 tappe (golose) da non perdere

Meta più ricercata sul web, in questa particolare estate 2020, la Puglia continua a sedurre per il suo mix irresistibile di natura, bellezze archeologiche, spiagge dal fascino caraibico. È sulla sua costa che ci concentriamo, con piccole ma (ne vale la pena) divagazioni nel primo entroterra. Circa 865 km di percorso, tra speroni rocciosi, falesie a picco sul mare e spiagge. Un percorso gustativo tempestato di borghi-gioiello che si fa cultura, attraverso una ricchezza di prodotti enogastronomici e tradizioni che qui diventano arte.

Puglia: ristoranti da provare

1) PESCHICI (FG)

Questo piccolo incanto in provincia di Foggia, nel punto più a Nord della costa, in pieno Parco Nazionale del Gargano, conquista con le vestigia di epoca moresca, i litorali di sabbia candida, come la Baia di Manacora, con la sua sabbia finissima incorniciata da rocce. Il centro storico, tra vicoletti di pietra chiara, regala profumo di pini marittimi e fiori di cappero. Con una breve passeggiata si arriva al castello, chiuso tra le mura del Recinto Baronale, un edificio fondato nell’anno 1000 dai Normanni, oggi in parte visitabile da cui si gode un tramonto mozzafiato. Una chicca i sette trabucchi che si possono ammirare lungo questo tratto di costa, un sistema di pesca tradizionale dei peschiciani, caratterizzato da pali conficcati nelle rocce e funi che trattengono una rete che, calata in acqua intrappola il pesce di passaggio dal Nord al Sud dell’Adriatico: oggi alcuni di questi sono stati trasformati in deliziosi ristoranti. Una curiosità: in paese risiedono gli ultimi trabbuchisti ancora in vita, membri delle famiglie Ottaviano, Marino e Fasanella.

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Ristorante Porta di Basso

Ristorante Porta di Basso
Merita una tappa il locale dello chef Domenico Cilenti (nella guida Michelin), con spettacolare piccola terrazza con 8 tavoli a picco sulla scogliera, a 100 m sul livello del mare con splendida vista sulle isole Tremiti. Da non perdere tubetti con spuma di ricci, magari da abbinare a una delle 200 etichette in carta. La cucina, molto attenta alle materie del territorio, contempla l’uso di molte erbe spontanee, tra cui la salicornia, che cresce nella vicina laguna. Un luogo intimo, in pieno centro storico allestito sotto le volte di calce e pietra di un antico frantoio. www.portadibasso.com

2) VIESTE

Incorniciata da un paesaggio rurale con boschi naturali e muretti a secco da una parte e dal mare turchino, questa perla del Gargano sembra fondersi con la costa. La Baia di Marina Piccola, in pieno centro, è uno dei tesori da ammirare, insieme al Pizzomunno, un imponente monolite di pietra calcarea che si staglia nella spiaggia a sud del paese. Il centro storico, racchiuso tra spesse mura difensive di epoca medievale, con le sue case bianche, sorge su uno sperone a picco sul mare e si estende da Marina Piccola a Punta San Francesco, la bellissima penisola con il caratteristico complesso religioso risalente al 1438. Da fare: una passeggiata da le viuzze irregolari, punteggiate di belvedere e piazzette, con le caratteristiche case a schiera segnate nel prospetto da piccoli ballatoi (detti “mignali”) e unite da caratteristiche arcate.

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Piana della Battaglia
Pizza Gourmet a 10 minuti di macchina dal centro di Vieste un piccolo agriturismo immerso in una atmosfera suggestiva regalata dai boschi ai piedi della Foresta Umbra. l piatti della tradizione ben cucinati e più di 30 pizze, cotte nel forno alimentato a legno d’ulivo. Da provare la Fior di zucca con zucca, acciuga, pesto di rucola, fior di latte e pomodori. La stessa proprietà gestisce Il Capriccio, enoteca con crudi di mare e ristorante contemporaneo (nella guida Michelin) dello chef Leonardo Viscero nel porto turistico della città. Accenti fusion e ingredienti locali, tradiscono le numerose esperienze all’estero del cuoco. Da provare Riso, patate e cozze: tutta un’altra storia dove il classico pugliese diventano gnocchi di patate con cozze, caviale di zucchine e pop corn di riso.

Al Dragone

Al Dragone
Sono allestite dentro una grotta naturale le sale di questo ristorante (nella guida Michelin), una volta stalla, che prende il nome dal feroce corsaro Dragut Rais, che qui faceva scorribande nel 1500. Locale storico, gestito da Pasquale Troiano con la moglie Rosetta, comprende piatti della tradizione locale (ottimo, il Pancotto del Gargano e il Culatello di Faeto) rivisitati con pacatezza. Nutrita la lista dei dessert, totalmente homemade. Il ristorante comprende anche un piccolo b&b con vista sulla cattedrale romanica di Vieste.

3) MANFREDONIA

Cittadina affacciata sull’omonimo golfo, il più grande dell’Adriatico centro-meridionale, in pieno Tavoliere, deve il suo nome a Manfredi di Sicilia, figlio dell’Imperatore Federico II, che la fondò nel XIII secolo (stupendo il castello svevo aragonese e la Cattedrale di Santa Maria Maggiore in Siponto), ha una forte tradizione agricola e di pesca. Circa 20 km di litorali e un grande porto turistico, la rendono una delle città di mare più popolate.

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Coppola Rossa
Soffitti a volta e atmosfera familiare per questo storico ristorante rustico a conduzione familiare (in cucina due generazioni: padre e due figli). In carta, i classici della tradizione sipontina e il pescato del Golfo oltre ad alcune chicche del territorio tra cui il famoso Caciocavallo Podolico del Gargano, presidio Slow Food.

Osteria Baccolicchio
Chiamata così per l’omonimo arco sotto cui sorge l’entrata, un’osteria tipica, a poca distanza dal porto vecchio, in un vicolo molto suggestivo per assaggiare piatti tradizionali con un guizzo in più. Non perdetevi le orecchiette di grano arso con broccoli, canestraio e peperone crusco, da mangiare prima di tutto con gli occhi o l’antipasto “Voglio tutto di mare” con le proposte del giorno dello chef.
Vicolo Arco Boccolicchio n.15 Manfredonia (Fg) Tel. 0884 090317

4) TRANI

Vero Paradiso gastronomico, ha 6 ristoranti nella guida Michelin di cui 2 stellati. Capoluogo, insieme a Barletta e Andria, della provincia di Barletta-Andria-Trani, conta tra le sue bellezze l’imponente castello Svevo, oltre alla cattedrale romanica e numerose dimore nobiliari ben conservate. L’incantevole porto, per una passeggiata al tramonto e un aperitivo sul mare magari con un calice di Moscato di Trani. Vicino, il parco dell’Alta Murgia, con i suoi profumi mediterranei, punteggiato di masserie.

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Stefano Di Gennaro

Quintessenza
Una stella Michelin, condotto dai 4 fratelli Di Gennaro, questo locale brilla delle profonde tradizioni storico-familiari locali. Interni essenziali ed eleganti offre rivisitazioni irresistibili dei prodotti del territorio. Un esempio? I Tortelli di ricotta di pecora con bisque al moscato di Trani e gamberi rossi di Gallipoli o il dolce Colazione del contadino, una rilettura della merenda povera a base di pane e ricotta, alimento tipico dei pastori.
www.quintessenzaristorante.it

MEMORIE di Felix Lo Basso
Altra brillante stella Michelin. Proprietario anche di un locale milanese, a Trani questo cuoco seguendo il corso delle stagioni e ricordi dolcemente familiare «Memorie nasce dalla nostalgia della mia terra, dei suoi prodotti e dalla voglia di tornare a casa», spiega. Non menu ma 3 percorsi gustativi: «In viaggio intorno al mare» dove si diverte a citare le sue esperienze anche all’estero, «Tradizione vs innovazione» e «Per gli amanti della carne».
www.memorie-felixlobasso.it

Osteria Frangipane
«Al limitar del centro storico, osteria condotta da due giovani fratelli, Sara ed Ivan, con un obiettivo ben chiaro: proporre i prodotti ittici locali con gusto e fantasia; ambiente piacevolmente informale. Tre camere molto graziose nel vicinissimo bed and breakfast “Radici”».
osteriafrangipane.it

Le Lampare al Fortino
Qui, in ogni stagione, lo spettacolo è sempre assicurato, che si mangi sulla veranda con vista a 180° sullo splendido porto, o all’interno di un’ex chiesa trasformata in fortino. Carta dei vini proposta con una selezione di sigari, un menù degustazione in omaggio al mare. Da provare la triglia in crosta con la panzanella e peperone del Piquillo spagnoli, piccolapoesia.
lelamparealfortino.it

5) MOLFETTA

Ha un’enorme piazza “liquida”, il porto, questa cittadina nel barese, che come sfondo ha le alte pietre del Duomo duecentesco con le sue alte torri. Proprio il mare ha portato qui il senso dell’altrove, della mescolanza continua e secolare di genti e culture, di tecniche e merci. L’antico centro, con i ricoveri dei pellegrini in partenza per la Terrasanta, le belle chiese barocche, il sito neolitico del Pulo è perfetto per divagare. I quartieri sul porto, fatti di stretti vicoli, rivelano una piccola casbah; la città ottocentesca con i suoi caffè, i negozi, l’andirivieni è invece il luogo della «sacra» passeggiata meridionale.

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Il Vecchio Gazebo

Il Vecchio Gazebo
Concedersi una delle 70 pizze gourmet in salsa locale, servite a spicchi su vassoi di legno, di questo locale rustico segnalato anche nella Via Michelin. La Salentina, impasto Senatore Cappelli, con misticanza, carpaccio di finocchi e gamberi crudi di Gallipoli, e l’Alta Murgia, impasto di farina multicereali con valeriana, stracciatella di Andria, sfilacci di cavallino e tartufo dell’Alta Murgia, sono imperdibili. Assaggiare per credere.
tel 080.334.4877

TINELLI, profumi di Puglia
Sorge sui terreni di proprietà di cugine di Antonia Klugmann (il nonno materno della cuoca, Antonio Bartoli era originario di qui) questa azienda, produttrice di olio, insignita anche del prestigioso premio internazionale World Olive Competition: il loro Fior d’ulivo Lagolungo è infatti considerato uno degli extravergine migliori al mondo. Raccolta precoce a mano, due cultivar locali (l’oliva Cima di Bitonto e la Coratina) oltre che a tecniche biologiche e innovative, fanno di questa piccola realtà un gioiello. Da provare anche le mandorle, la confettura di cedri o il cotto di fichi, deliziose trasformazioni della frutta qui coltivata.
tinellifarm.it

6) POLIGNANO A MARE

Il candido centro storico, accovacciato su uno sperone di roccia a picco sul mare, toglie il fiato. Un mare bandiera blu, come del resto ovunque su quota costa, e antichi resti della dominazione romana, fanno il resto della la magia. Tra questi, il ponte della Via Traiana, tuttora percorribile su cui sorge anche la Lama Monachine, uno dei luoghi più suggestivi, nel XV secolo porto commerciale durante la dominazione veneta. Degne di una visita le numerose grotte costiere qui intorno, tra cui la splendida Grotta della Rondinella.

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Osteria Di Chichibio

Osteria di Chichibio
Nell’osteria di Vito Bianchi (segnalata da Michelin) 2020), ispirata all’omonima novella del Boccaccio, solo pesce pescato e mai allevato. Celebre per i crudi di mare ha un’ottima carta dei vini.
www.osteriadichichibio.it

7) MONOPOLI

Gioiello di architettura popolare mista a edifici nobiliari e sontuose chiese, Monopoli, circondata da alte mura medievali, è dominata dal Castello Cuore e dalla sua cattedrale barocca. A 40 km da Bari, affacciata su un tratto cristallino di costa Adriatica, questo splendido comune comprende 91 contrade che vanno dal mare ad un altopiano di circa 400 metri sul livello del mare. Una bellezza che si abbraccia con un solo sguardo, belvedere dal di Loggia del Pilato, sulla strada per la Selva di Fasano, una terrazza naturale da cui si domina un paesaggio caratterizzato da masserie fortificate, chiese, insediamenti rupestri e ville.

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Angelo Sabatelli (Putigano, Bari)
A circa 20 km da Monopoli, nel primo entroterra, la meta imperdibile è quella del ristorante di Angelo Sabatelli, 1 stella Michelin. La cornice è una suggestiva dimora antica, arredata con quadri contemporanei, a Putignano. Lo chef, spostatosi da Monopoli (dalla Masseria Malaspina) lavora con la moglie Laura (in sala) e una brigata internazionale. Tra i primi in Puglia a puntare sui vegetali, è un avanguardista. Come la sua insalata di barbabietole rosse e ricotta dura. Completa la poesia una grande cantina e un intimo giardino con otto tavoli.
angelosabatelliristorante.com/it

L’assaggio da non perdere : olive in acqua di mare
Sono imperdibili le olive Paranzane in acqua di mare (brevetto dell’azienda, unica al mondo a conservarle così) preparate dall’Agricola Piano di Raffaele Piano, ad Apricena, vicino a Foggia, ispirandosi alla tradizione greca. Fornitori, tra gli altri, anche dello chef Angelo Sabatelli la tenuta che produce anche un ottimo extravergine.
agricolapiano.com

8) OTRANTO

Incastonato nell’azzurro acquamarina nella Costa adriatica della penisola salentina, è il comune più orientale d’Italia. Per secoli punto di scambio e di attracco fra Occidente e Oriente il borgo, di circa 5mila abitanti, conta su un centro storico fortificato che è un delizioso dedalo di stradine e botteghe, dove spicca il Castello Aragonese, oggi sede culturale. Poco distante da qui, c’è la celebre Baia dei Turchi, con la sua spiaggia caraibica ed il mare limpido come pochi. Sempre in prossimità, la Baia di Orte, dove godere di uno splendido angolo, lontano dal caos delle spiagge più frequentate, immersi in una natura selvaggia.

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Cristina Conte

L’altro Baffo
In cucina la giovane chef Cristina Conte figlia di Michele Conte, per anni riferimento della cucina salentina, è una cuoca talentuosa e soave quanto la sua carbonara di ricci. Nei vicoli di Otranto, tra il Castello Aragonese e la Cattedrale, si trova il suo piccolo ristorante che ripercorre le ricette tradizionali della sua terra in chiave contemporanea e rivisitata. Il locale si compone di una sala interna, un dehors e una terrazza intima. Ingredienti principi le verdure e le erbe e le spezie selvatiche, senza parlare del pesce. Qui l’Oriente contamina l’Africa, il Nord Europa il Salento in un mix di grande originalità, che salpa sempre dalle tradizioni.
laltrobaffo.com

Atlantis Bel Ami
Nella guida Michelin 2020, è il ristorante dello stabilimento balneare Atlantis, per mangiare, letteralmente con i piedi in acqua.
www.atlantisbeach.it

9) TRICASE

Graziosa località affacciata sullo Ionio, nel leccese, oltre al mare memorabile e ottimi ristoranti, gode di un piccolo delizioso centro storico caratterizzato dalle cosiddette «case-torri», antiche abitazioni fortificate costruite nel XVI secolo nel Salento, tipica espressione della storia autentica della Puglia. Se amate la natura incontaminata poi, tenete presente che Tricase è uno dei 32 comuni che costituiscono il Parco naturale regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase che custodisce paesaggi mozzafiato, fra falesie, prati aridi, e la rara bellezza dei garofanini salentini e dei fiordalisi di Leuca.

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Lemì

Lemì
Ippazio Turco, cuoco di questo interessante locale, dice che «fare cucina è una specie di “macaria” (magia)”» e che ha deciso di esercitare il suo lavoro di cuoco a Tricase, dove peraltro è nato, cercando di non rovinare quello che i pescatori, i contadini, gli allevatori e la natura ogni giorno gli consegnano. Lemmi (acronimo dei nomi dei miei figli Luca e Eugenio, di quello di mia moglie Margherita e, in ultimo, del mio Ippazio) è un ristorante a conduzione familiare e a km buono. In carta ingredienti come il cripto salentino, il finocchietto selvatico, le alghe nostrane, la menta, i legumi e le verdure del proprio orto, nonchè l’alloro, il mirto, la salvia ed il rosmarino del parco di Tricase. I piatti sono prevalentemente a base di pesce azzurro e crostacei. Deliziosi i pani aromatizzati e le pizze, cotte in forno a legna, retaggio degli inizi culinari dello chef.
facebook.com/lemitricase/

La Taverna del Porto

La Taverna del Porto
Un angolo delizioso che la famiglia Coppola, da generazioni impegnata nella filiera ittica, dapprima nella pesca e, in tempi più recenti, nel commercio, ha deciso di aprire a poche decine di metri dai moli di Tricase Porto. Tra cruditè (cozze pelose, fasolari e vongole) e deliziose linguine aglio-olio e mare o una scapece gallipolina, il menù incanta quanto il paesaggio, nella sua semplicità e freschezza. Non perdetevi la pizza ai ricci di mare: sarebbe un delitto.
facebook.com/tavernadelportotricase/

G&Co, gelateria Tricase
Tre coni del Gambero Rosso, tra le migliori d’Italia e la migliore di Puglia secondo il Sigep di Rimini 2020, è gestita da 4 ragazze. Tra gusti classici e variazioni stilistiche (merita una coppetta a sé il gusto fico d’india), si possono assaporare anche vellutate granite.
facebook.com/gelateriageco

10) PORTO CESAREO

Spiagge caraibiche che si alternano a scogliere selvagge, questa località salentina regala perle assolute come il Lido di Punta Prosciutto, sabbia bianca con dune alte fino a 8 metri. Antico porto romano sulla costa ionicaè sede dell’Area naturale marina protetta Porto Cesareo e della Riserva Naturale Orientata Regionale Palude del Conte e Duna Costiera.

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Acqua
Sulla spiaggia, di fronte al mare cristallino e sabbia finissima di quest’aria marina protetta, il ristorante Aqua (nello storico stabilimento Le Dune, che comprende anche un hotel) è il palcoscenico di Cosimo Russo, chef tarantino, classe 1984. Fra il padre macellaio e la madre esperta di cucina tradizionale, è cresciuto respirando l’amore per il cibo. Tra gli imperdibili, astice cavolfiore e liquirizia e il pasticciotto caldo da farcire (da soli) a proprio piacimento..
www.aquaportocesareo.it

Puglia: dove mangiare? Belle scoperte by Antonia Klugmann

Tre giovani cuoche, tre ristoranti imperdibili secondo la personale guida della chef friulana.

1) LECCE

Solaika Marrocco

SOLAIKA MARROCCO, Primo Restaurant
Un’autentica rivelazione questa cuoca, 24 anni, vincitrice tra l’altro del premio S. Pellegrino come miglior chef emergente, 2020. La sua passione nasce nella cucina di mamma, suo riferimento, e diventa talento. Appassionata, caparbia e consapevole, è considerata un astro nascente nel ben nutrito firmamento di chef salentini. L’atmosfera del locale, dotato anche di un patio interno, è essenziale ma calda, quando puri ed equilibrati sono i sapori in carta: non manca un semplice spaghetto al pomodoro, suo ortaggio feticcio, con datterini gialli: «amo rielaborare i classici, rendendoli miei, riconoscibili come una firma. Ma quando ho voglia di pasta ai broccoli torno da lei: la sua è imbattibile». Ecco allora che la Parmigiana di melanzane, altro suo cult, è accompagnata da una besciamella scura, in parte preparata con grano arso, eccellenza della zona. Per i fornitori ha un culto. Ci sono quelli di sempre, il macellaio e la pescheria per esempio, a due passi dal ristorante. E quelli fuori città, accuratamente selezionati. Tra i clienti abituali anche famiglie con bambini, e allora se glielo chiedono Solaika prepara anche un menu ad hoc «ma in genere mangiano senza problemi quello che c’è in carta e a volte chiedono anche il bis».
www.primorestaurant.it

2) Ostuni

GIORGIA EUGENIA GOGGI, Masseria Moroseta
Un luogo incantato questa masseria, a pochi chilometri da Ostuni, che vale assolutamente una deviazione dalla costa, tanto che attrae un pubblico colto e fortemente internazionale. Una grande casa, costruita dall’architetto inglese Andrew Trotter, in stile minimal con accenti tradizionali, che è anche il regno di una giovane cuoca, Giorgia Eugenia Gocci. Trasferitasi da Milano nella campagna pugliese per due mesi nell’estate nell’estate 2017, non è più ripartita. La sua firma sono piatti preparati con i prodotti del suo orto, coltivato secondo principi biologici. La parola d’ordine è una semplicità lussuosa, fatta di dettagli. Come il piatto che meglio rappresenta la chef che confida: «ho una venerazione assoluta per pane, burro e acciughe. Naturalmente gli ingredienti devono essere di qualità estrema e magari aggiungerei un tocco di acidità, come una veloce marinatura delle acciughe in aceto di sambuco, pepe di szechuan o zest di agrume». Segno distintivo della tavola, il cui allestimento cura sempre Giorgia, sono le ceramiche di Grottaglie. «Tradizionalmente sono molto colorate, con macchie e pattern quasi eccessivi. La mia preferenza va a toni naturali, ispirati ai colori dell’argilla cruda, della terra e della pietra leccese».
masseriamoroseta.it

3) Ceglie Messapica (Brindisi)

ANTONELLA RICCI, Antonella Ricci-Vinod Sookar restaurant
Sembra siano indimenticabili (le consiglia personalmente Antonella Klugmann) le orecchiette classiche o al grano arso, preparate da Antonella Ricci. La cuoca ha da poco ha rifondato lo storico ristorante di famiglia, Al Fornello da Ricci, rinominandolo Antonella Ricci-Vinod Sookar, dove il secondo nome è quello del talentoso cuoco mauriziano nonchè suo marito. Siamo a Ceglie Messapica, comune in provincia di Brindisi tra oliveti centenari e grotte carsiche. Il locale si rinnova nella tradizione di una tradizione familiare eccellente (i Ricci sono i più longevi detentori di una stella Michelin in tutta la Puglia). In sala, come sempre la sorella di Antonella e, nella carta, una novità: il pesce, retaggio delle origini di Vinod, in una zona dove regna da sempre la carne e grigliate poderose. Cresciuta in cucina decide tardi di dedicarsi totalmente al cibo. Appena laureata in Scienze economiche e bancarie, Antonella frequenta la scuola di cucina di Paul Bocuse a Lione. Nel 1998 parte con Sandro Morari per rappresentare all’estero la cucina italiana con un team di sole donne; lì conoscerà Vinod Sookar, suo marito e collega, da lì il ritorno a casa. Dal 2004 è insegnante presso la prestigiosa scuola di cucina Alma di Gualtiero Marchesi.

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