Da Palinuro con furore: gli Spaghetti alla Carmelo

Da Palinuro con furore: gli Spaghetti alla Carmelo

Carmelo e Maria
Spaghetto alla Carmelo
Adele
Gamberi
Alici ‘mbuttunate
Carmelo e Maria

Ci sono storie d’amore che non finiscono mai, proprio come quella tra Carmelo e Maria. Ma anche quella con il Cilento, con la cucina, con il mondo della ristorazione, che sta portando avanti la figlia Adele. Perché ci sono amori che attraversano gli anni e i luoghi, capaci di rigenerarsi e di dare vita a qualcosa di sempre nuovo. Questo, infatti, ci dimostra il Cilento: di essere una terra in grado non solo di mantenere e conservare le tradizioni più antiche, ma anche di saperle rinnovare. Ne sono lampante dimostrazione piatti come gli Spaghetti alla Carmelo, che non fanno parte della più tipica cucina cilentana, ma che hanno finito per esserlo. Perché per fortuna le usanze e le abitudini cambiano, si modificano nel tempo e entrano così a far parte della storia.

Da Carmelo, da sempre un must a Palinuro

Non esageriamo se affermiamo che Carmelo è un vero e proprio riferimento per mangiare a Palinuro. Lo è stato prima, quando aveva una pizzeria; lo è stato dopo, quando ha aperto dal nulla il suo ristorante con il suo grande amore Maria; e continua a esserlo oggi, anche grazie alla linfa vitale di Adele. Non che prima non ne avessero, anzi; di qui son passati e tornati Mina, Jovanotti, Fred Bongusto e tanti altri. Ma Adele, soprattutto negli ultimi anni, ha dato una svolta forte al locale: innanzitutto lo ha completamente rinnovato dandogli uno stile più moderno; in secondo luogo non ha mai sacrificato uno dei capisaldi del ristorante, ovvero un pescato sempre fresco, locale e di qualità; e infine ha mantenuto e valorizzato alcuni piatti presenti da quasi 50 anni in carta, come appunto gli Spaghetti alla Carmelo. Non da meno fanno i suoi figli: Leo Luca, giovane rapper promettente, delizia i clienti in sala con la sua musica, mentre sua sorella, la ventenne Nelly, sta studiando a Milano, ma appena scende alza il telefono, corre tra i tavoli, cura i social del ristorante; insomma, non si sa ancora precisamente in che forme, ma in qualche modo anche loro continueranno questa storia d’amore.

L’idea: come nascono gli Spaghetti alla Carmelo?

Era il 1978 quando un giorno Carmelo andò al porto di Marina di Camerota, dove scendevano come d’abitudine le paranze. Quella mattina decise di prendere una cassa di gamberi rossi del Mediterraneo, ignaro che quel gesto avrebbe legato per sempre indissolubilmente il suo nome a un piatto, destinato a restare impresso negli anni e a diventare un simbolo per eccellenza della sua cucina. All’inizio giunto in cucina pensò: «E mo come l’aggià fa tutti sti gamberi?». Così cominciò a tritarli, a buttare dentro qualche ingrediente qua e là e a farsi prendere da quell’estro che non gli era mai mancato. Quando lì servì in tavola ad amici e parenti, inutile dirvi che fu un successo immediato: rimasero tutti a bocca aperta e l’aprirono solo, oltre che per mangiare, per dire esterrefatti a Carmelo «Ma com’è possibile che sia la prima volta che li fai, questi spaghetti sono la fine r’u munno!». Da quel giorno gli Spaghetti alla Carmelo sono sempre stati presenti in carta, insieme ad altri classici di mare della cucina cilentana, come in primis le alici ‘mbuttunate.

Ricetta degli Spaghetti alla Carmelo per 4 persone

Ingredienti

400 g spaghetti
1200 g gamberi
2 spicchi di aglio
1/2 cipolla di Tropea
1 peperocino
qb olio d’oliva
qb olio di semi
qb sale

Procedimento

Tritate finemente peperoncino, cipolla e aglio. Successivamente tritate i gamberi rossi.
In una pentola mettete abbondante olio d’oliva e olio di semi, in modo da coprire la quantità di gamberi che andrete ad aggiungere. Quando l’olio è tiepido, fate soffriggere aglio, cipolla e peperoncino precedentemente tritati. In seguito aggiungete il trito di gamberi, facendo attenzione a schiacciare e mischiare leggermente con una forchetta. Fate cuocere per pochi minuti, finché i gamberi non diventano bianchi e regolate di sale. Cuocete gli spaghetti (cottura al dente) e condite con il sugo di gamberi.
In accompagnamento è consigliato un vino rigorosamente cilentano, come ad esempio Valentina di Alfonso Rotolo o Kratos di Luigi Maffini.