Coronavirus, scuole chiuse: donato ai poveri il cibo destinato alle mense

Coronavirus, scuole chiuse: donato ai poveri il cibo destinato alle mense

È emergenza coronavirus: le scuole rimangono chiuse. Intanto, però, il cibo destinato alle mense, pronto per essere cucinato per gli studenti, rischia di andare sprecato. Così Milano Ristorazione, la società partecipata del Comune di Milano, che ogni giorno prepara e distribuisce circa 75mila pasti al giorno per gli alunni di tutta la città, ha scelto il modo più virtuoso per gestire le grandi quantità di alimenti avanzati: ha deciso di donare oltre 3 tonnellate di cibo, in particolare insalata, parmigiano reggiano grattugiato, latticini e uova, destinate alle mense delle scuole milanesi, alla Fondazione Banco Alimentare Onlus e ad altre organizzazioni che lavorano per la raccolta e la distribuzione delle eccedenze alimentari, tra cui City Angels e Refettorio Ambrosiano.

«Domenica, quando è stata decisa la chiusura delle scuole, una delle nostre preoccupazioni è stata evitare lo spreco di tonnellate di cibo fresco che non potevamo più distribuire nelle mense», ha spiegato il presidente di Milano Ristorazione Bernardo Notarangelo. «Ringrazio le associazioni, i dipendenti e tutti coloro che hanno contribuito a realizzare in modo così efficace questo obiettivo». Banco Alimentare e le altre organizzazioni coinvolte nel progetto distribuiranno il cibo attraverso i propri canali, sostenendo la lotta allo spreco alimentare.

L’Italia al 13° posto in Europa per spreco alimentare

In Italia in media sprechiamo ogni anno 65 chili di cibo pro capite: secondo il Food Sustainability Index, in Europa, ci piazziamo al 13° posto per quantità di alimenti che si perde proprio a monte della filiera agro-alimentare e per gli sprechi durante le fasi di trasformazione, distribuzione e consumo. Ma gettare via il cibo significa anche sciupare risorse naturali: la frutta e la verdura che viene sprecata ogni anno, per essere prodotta, ha richiesto oltre 73 milioni di metri cubi di acqua. La stessa quantità con cui potremmo riempire, ogni giorno, 80 piscine olimpioniche o soddisfare il fabbisogno di acqua potabile di tutta la Lombardia per 18 giorni, del Lazio per 23 giorni, della Campania per 27 e della Puglia per 153.

 

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