Coronavirus, ecco come andremo al mare quest’estate

Coronavirus, ecco come andremo al mare quest’estate

Tutti ci chiediamo: ma dopo i mesi di lockdown da coronavirus Covid-19, si potrà finalmente andare in vacanza al mare? Il turismo, insieme alla cultura, in Italia vale il 15% del Pil: una ricchezza che deve essere tutelata. Per questo il Governo sta studiando, insieme agli esperti, al comitato scientifico, ai ministeri e alla Protezione Civile, le misure per poter sostenere il settore. Le città balneari, intanto, chiedono norme condivise e chiare sulla riapertura delle spiagge, per riuscire a organizzarsi.

Quest’estate, secondo la sottosegretaria del Mibact Lorenza Bonaccorsi, non arriveranno i soliti flussi di turismo straniero (che lo scorso anno toccò il picco del 51%): il turismo sarà “domestico”, con piccoli spostamenti.

Andremo in spiaggia?

Gli stabilimenti balneari rimangono chiusi fino al 3 maggio. L’accesso è vietato nelle spiagge proprio come nei parchi. L’ingresso agli stabilimenti balneari, al momento, è permesso solo al personale che si occupa di manutenzione e di vigilanza. In Liguria, Abruzzo ed Emilia Romagna è stato concesso ai balneari di cominciare a rimontare le strutture in vista della riapertura.

In che modo staremo in spiaggia?

Non ci sono ancora soluzioni condivise e definite, anche se il Governo ci sta lavorando, insieme ai ministeri del Turismo e della Salute. Bisognerà valutare con attenzione i sistemi di distanziamento degli ombrelloni, la sanificazione delle attrezzature, il pranzo all’ombrellone. Qualche società ha proposto di installare cubicoli trasparenti di alluminio e plexiglas alti due metri e larghi 4,5 per lato, con tanto di porta di ingresso, dentro cui potrebbero venire sistemati un paio di lettini e l’ombrellone. È stata anche presentata l’ipotesi di tunnel igienizzanti e di erogatori installati lungo le pedane, per spruzzare soluzioni disinfettanti. Mauro Della Valle, vicepresidente di Federbalneari, parla di ombrelloni “familiari”, uno per nucleo, distanti anche tre metri uno dall’altro, e anche di ingresso su prenotazione allo stabilimento. E spiega, ancora, che l’accesso a bar e bagni potrebbe essere possibile solo con mascherina.

Ci si può spostare per andare al mare?

Al momento, in tutta l’Italia, sono vietati gli spostamenti per fare turismo: gli italiani e gli stranieri ancora in viaggio hanno la possibilità di concludere il loro spostamento, ma solo per fare ritorno il prima possibile alla propria residenza o al proprio domicilio.

Gli alberghi sono aperti?

Sì, ma possono prestare il loro servizio solo alle persone che hanno l’autorizzazione a spostarsi secondo le normative in vigore, vale a dire comprovate esigenze lavorative, assoluta urgenza, situazione di necessità o motivi di salute. Le strutture turistico-ricettive di vario tipo, come ad esempio i bed and breakfast, possono proseguire la propria attività (dopo averlo comunicato al prefetto della provincia dove ha sede l’attività) solo per ospitare persone impegnate in attività funzionali ad assicurare la continuità dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali. I bar e i ristoranti all’interno delle strutture ricettive possono funzionare solo per gli ospiti, rispettando le precauzioni di sicurezza.

Come funzionano i coupon sostitutivi consegnati in caso di vacanza annullata?

I tour operator, al posto del rimborso dei viaggi annullati per la pandemia, possono offrire dei buoni. Secondo il commissario Ue per la Giustizia Didier Reynders i turisti devono poterli rifiutare, ma esistono «grossi problemi di liquidità» fra gli operatori del settore turistico, che non ricevono nuove prenotazioni e che devono soddisfare le richieste di rimborso che derivano dai viaggi annullati. Secondo Reynders, «una possibile via d’uscita è quella di offrire ai clienti dei coupon al posto di un rimborso in contanti» del viaggio, «a condizione che il consumatore abbia diritto a un pieno rimborso nel caso in cui non lo utilizzi. I coupon andrebbero garantiti da eventuali fallimenti dei tour operator e dovrebbero essere su base volontaria».

Translate »