Coronavirus, ecco come aiutare i ristoranti a superare la crisi

Coronavirus, ecco come aiutare i ristoranti a superare la crisi

Fa male vedere da lontano la saracinesca abbassata del nostro ristorante del cuore. Fanno male le insegne spente, così come i menu del giorno spariti di colpo, sostituiti dai cartelli che avvisano dell’obbligo temporaneo di chiusura a causa dell’emergenza sanitaria. Eppure in cuor nostro lo sappiamo: questo terribile momento finirà, e quei tavoli che oggi prendono polvere dietro le vetrine oscurate torneranno a ospitare le nostre cene, i nostri brindisi, i nostri «me lo fai assaggiare, per favore?». Presto, molto presto, o almeno così speriamo tutti quanti. Secondo una recente indagine realizzata da Nomisma per l’Osservatorio Lockdown, d’altronde, tra le primissime cose che gli italiani intendono fare non appena rientrerà l’allarme Covid-19 c’è proprio il ritornare a mangiare fuori casa. Un dato che senza alcun dubbio rincuora i ristoratori del nostro Paese, che in questi mesi hanno potuto sostanzialmente contare soltanto su due forme di introito: da un lato, per alcuni, la conversione della propria attività in chiave food delivery, che ha permesso di tenere accesi forni e fornelli per preparare i piatti da consegnare a domicilio; dall’altro, la prevendita di buoni per cene future, già ribattezzati – strizzando l’occhio ai sempre più discussi Eurobond – come Ristobond, Restaurant Bond & Co.

Diningbond.com – I ristoranti milanesi che aderiscono all’iniziativa.

Compro oggi, ceno domani

L’idea del buono per una cena futura non è poi qualcosa di particolarmente sconvolgente. E lo sa bene chiunque in passato abbia scelto questa opzione come regalo per compleanni, anniversari, lauree e affini. All’epoca del lockdown globale, però, c’è chi ha visto in questa possibilità un’ottima idea per finanziare in qualche modo i propri ristoranti preferiti nella loro ora più buia: così, per esempio, Helen Patrikis, Steven Hall e Alan Aurmont hanno messo a punto la campagna Dining Bond, partita negli Stati Uniti e approdata anche qui in Italia; attraverso il portale dell’iniziativa è possibile scoprire tutti i locali che hanno deciso di aderirvi, e che mettono a disposizione dei propri clienti speciali voucher a prezzi scontati.

Un progetto in qualche modo simile a quello proposto anche da TripAdvisor, che oltre ad aiutare i locali a convertirsi il più agilmente possibile al food delivery, sta permettendo ai ristoratori di aggiungere al profilo del proprio ristorante l’opzione “buoni regalo”, attraverso cui i clienti possono appunto acquistare in anticipo un pranzo o una cena. O a quello di Dinnerbond.it, piattaforma per l’acquisto di voucher inaugurata proprio in questi giorni da Massimo Giannuzzi, Micaela Marcialis, Maurizio Rosazza Prin e Paolo Colapietro che, al grido di: «Love now, enjoy later», ha coinvolto una squadra di celebri chef che comprende anche Cristina Bowerman, Lorenzo Cogo, Filippo La Mantia, Luigi Taglienti e Cristiano Tomei.

L’uovo in raviolo del San Domenico di Imola.

Sostenere l’alta cucina

A confidare nella fiducia dei clienti e, di conseguenza, nel successo dei voucher acquistati in anticipo, sono soprattutto le insegne dedite all’alta cucina, che meno facilmente hanno potuto continuare a lavorare in questi mesi giocando la carta della consegna a domicilio. Così numerosi chef stellati hanno inaugurato vere e proprie campagne di finanziamento via buoni regalo: Andrea Berton, per esempio, ha lanciato i Restaurant Bond per il suo ristorante di Milano, in zona Porta Nuova, che permettono di acquistare con 150 euro uno speciale menu degustazione per due persone, accompagnato da un calice di aperitivo. «Ho pensato che con la vendita di questi voucher potevamo ridurre l’impatto economico causato dalle necessarie misure di prevenzione adottate», spiega lo chef. «Acquistare un voucher non è solo una questione di investimento, bensì un modo per lanciare un messaggio di fiducia sul fatto che questa crisi finirà e il settore della ristorazione si riprenderà».

Un pensiero condiviso anche dal San Domenico di Imola, due stelle Michelin, che grazie a questa formula ha già venduto oltre 50 cene per due persone. «L’abbiamo fatto per rimanere in contatto con i nostri clienti e far loro sapere che ci siamo, e che li aspettiamo non appena si potrà», sottolinea lo chef Massimiliano Mascia. «Ma anche per lanciare un segnale positivo e di speranza, come a dire che tutto passerà prima o poi, e ci rivedremo per brindare insieme». Tra gli chef che hanno deciso di scommettere sui bond culinari, poi, troviamo anche Massimo Bottura, che però ha dovuto ben presto sancire lo stop alle prenotazioni: tutti i voucher per cene future presso la sua Osteria Francescana di Modena sono andati sold out in meno di 24 ore.

La Madernassa Resort.

Ristoranti, certo, ma anche hotel

Ci sono poi tutti quei ristoranti in qualche modo incastonati all’interno di hotel, resort e via dicendo che si trovano ad affrontare non solo le difficoltà dovute alla momentanea chiusura dei locali, ma anche quelle legate a una stagione turistica che già da ora si preannuncia, a dir poco, problematica. Anche in questo caso l’acquisto sulla fiducia di voucher e buoni regalo può costituire per albergatori e ristoratori un’iniezione di fiducia, e di liquidità, non indifferente. Le proposte d’eccellenza, d’altronde, non mancano di certo, soprattutto quando si esplora il campo dei pacchetti esperienza, che spaziano dal relax più totale alla buona, buonissima tavola.

La Madernassa di Guarene in provincia di Cuneo, per esempio, propone la romantica formula “Due cuori e un resort”: un menu da 8 portate, con abbinamento vini, curato dallo chef Michelangelo Mammoliti, fresco della sua seconda stella Michelin, abbinato a un soggiorno per una notte in suite con prima colazione inclusa. In questo caso il buono regalo (Weekend Bond? Hotel&Restaurant Bond? Insomma, lo si chiami pure come si preferisce) potrebbe verosimilmente sostenere al contempo turismo e ristorazione: due settori da sempre fiori all’occhiello indiscussi del nostro Paese, ma che questo dannato virus rischia di compromettere in modo davvero brutale.

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