Coronavirus, a Milano da oggi i bar possono restare aperti dopo le 18

Coronavirus, a Milano da oggi i bar possono restare aperti dopo le 18

I bar di Milano, da oggi, possono tornare a essere aperti anche dopo le 18: lo ha stabilito la Regione che, sul sito istituzionale, precisa però che il servizio deve essere gestito esclusivamente al tavolo, dal personale del locale, e che non ci devono essere assembramenti di clienti davanti al bancone. «I bar e/o pub che prevedono la somministrazione assistita di alimenti e bevande non sono soggetti a restrizioni e pertanto possono rimanere aperti come previsto per i ristoranti, purché sia rispettato il vincolo del numero massimo di coperti previsto dall’esercizio».

L’obiettivo, spiega l’ordinanza, è sempre quello di «limitare le situazioni di affollamento di più persone in un unico luogo» per contenere il coronavirus nelle aree regionali classificate come gialle (ovvero tutto il territorio regionale a eccezione della zona rossa). Quindi, se «nei ristoranti può entrare un numero contingentato di persone»,  allora «lo stesso, dunque, vale anche per i bar dove ci sono posti a sedere contingentati e che effettuano servizio al tavolo e non al bancone».

Domenica sera, la Regione Lombardia, con un’ordinanza firmata domenica dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e dal ministro della Salute Roberto Speranza, aveva deciso la chiusura di bar, pub e discoteche dalle 18 alle 6 del mattino. Il documento non è stato “né mo«modificato né aggiornato e resta pienamente in vigore», ma l’amministrazione «sulla base delle valutazioni di ogni specifica situazione può dettagliare ulteriormente l’ordinanza in coerenza con l’obiettivo della stessa».

Secondo l’ufficio studi della Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi, in questa settimana i locali di Milano potrebbero perdere tre milioni di euro al giorno. Una situazione difficile da sostenere per i locali, che vivono grazie all’incasso quotidiano.

Lino Enrico Stoppani, presidente della Fipe, chiede «il supporto del Governo per la tutela di un comparto fondamentale per l’economia italiana, messo in ginocchio in tutto il territorio nazionale da questa grave situazione di crisi e che finora ha fatto la sua parte con grande senso di responsabilità attenendosi alle indicazioni delle autorità. A oggi, il fatturato dei pubblici esercizi in alcune aree è calato fino a punte dell’80% e secondo le nostre stime rischiamo di perdere nei primi 4 mesi dell’anno una cifra pari a 2 miliardi di euro». Se la situazione non cambia in fretta, secondo la federazione sono a rischio oltre 20mila posti di lavoro.

 

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