Come festeggiare la Giornata mondiale delle api

Come festeggiare la Giornata mondiale delle api

La Giornata mondiale delle api
Giornata mondiale delle api

Ogni 20 maggio si celebra la Giornata mondiale delle api. Lo scopo è quello di ricordare la loro importanza, che va ben oltre la produzione finale del miele. Le api, infatti, sono un anello imprescindibile del nostro ecosistema, fondamentali per il suo equilibrio e indispensabili anche per tante altre specie viventi, che impollinano e fecondano rendendone possibile l’esistenza. Per tutti questi motivi dobbiamo ricordare le nostre impollinatrici e preservarle dall’estinzione: non solo oggi, ma tutti i giorni. Vediamo come si potrebbe fare anche in città o in altri luoghi e non solo in campagna.

La crisi delle api

A differenza nostra, le api vivono in una società perfetta. Comunicano tra di loro con movimenti estremamente complessi; l’architettura dei loro nidi è d’ispirazione per architetti e designer e nel loro sistema vige il concetto “vos, non vobis” (lavorate, non per voi). Eppure si trovano a dover a che fare con noi, il che ha causato loro non pochi problemi. Dagli anni Novanta, infatti, com’è noto (anche se non sembrerebbe), la crisi della api si è aggravata e sono diminuite ovunque in modo costante e consistente. Le cause sono state molteplici, prima tra tutte l’uso di pesticidi (come i neonicotinoidi) che, come ci spiega un apicoltore cilentano, Giovanni Cavallo, «causano lo spopolamento degli alveari, in quanto le api non riescono più a orientarsi e quindi, essendo avvelenate, la colonia collassa».
Questo sembrerebbe un fatto di poca importanza, ma se la situazione dovesse aggravarsi ulteriormente l’impatto si ripercuoterebbe su larga scala. Perché, come anticipato, le api sono fondamentali per tutto il sistema, a partire quindi dall’agricoltura, in quanto (statisticamente) le api impollinano più di due frutti su tre di quelli che arrivano sulle nostre tavole.
Così, negli ultimi anni, sono nati vari progetti (anche se non ancora abbastanza) per sensibilizzare l’opinione pubblica e cambiare il trend di questi dati. Anche per chi vive in città. In generale, continua sempre Giovanni Cavallo, «non vanno sottovalutati i luoghi lontani dall’agricoltura convenzionale, che siano immersi nella macchia mediterranea o su Alpi e Appennini a più di 1000 metri; l’importante è che l’ambiente sia il più pulito possibile».
Anche un altro apicoltore, il marchigiano Luca Bianchi, continua sostenendo che «ognuno di noi ha un compito importante per la sopravvivenza di tale insetto. Dovremmo cambiare il nostro stile di vita, cercando di rendere tutto più pulito. Ad esempio, è indecente quello che purtroppo vedo in giro in questi giorni: mascherine e guanti in plastica lanciati lungo le strade e ambienti non consoni: ognuno di noi, con i propri piccoli gesti contribuisce a favore della natura, oppure contro di essa, degradando la sua bellezza».

Le api stanno meglio in città?

Il risultato di questa presa di coscienza è stato proprio l’installazione di arnie anche nelle città dove, a dispetto del senso comune, sembrano che le api stiano meglio che in campagna. L’idea si basa su di un fatto scientifico, e cioè che paradossalmente l’aria e il suolo cittadini presentano meno pesticidi di quelli agricoli. Per quanto riguarda lo smog, esso è potenzialmente più dannoso per l’uomo che per gli insetti, anche se la concentrazione di ozono in città può confondere le api nell’individuazione dei fiori, e quindi rendere più difficile per esse alimentarsi. Nei giorni di quarantena, infatti, le arnie sono state superproduttive! Luca Bianchi ci racconta che «nonostante l’uomo abbia fermato gran parte delle proprie attività, la natura ha continuato a fare il proprio corso. Le api, in particolare, hanno proseguito il lavoro, andando a raccogliere con mia grande sorpresa e felicità, un miele precoce, intenso, dall’odore e dal gusto molto marcato… Sentirete».

Gli alveari urbani: la nuova frontiera che è anche un trend

Ma in realtà anche gli esperimenti urbani hanno dato ottimi risultati: basti pensare ai grattacieli di New York, dove oggi avere le api sembra essere diventata una vera e propria moda. E magari le mode fossero tutte così! Non da meno è la situazione in Europa, come ad esempio i progetti di alveari urbani Vulkan Beehive di Snøhetta, ad Oslo; o le api parigine che vivono sul tetto dell’Opera o di Notre Dame (e hanno resistito anche all’incendio dello scorso aprile). In Italia, invece, l’apripista è stata Torino con il progetto Urbees, presentato all’Expo 2015, poi seguita da altre città come Roma e Milano. Come potrebbe infatti il capoluogo lombardo non sentirsi chiamato in causa, visto che proprio il suo patrono Sant’Ambrogio è il protettore degli apicoltori e dei produttori di cera? In città si possono frequentare anche vari corsi per appassionati, come il corso di Apicoltura Parco Nord Milano alla Cascina Centro Parco. Infine, ma non per importanza, il miele prodotto dalle api urbane è tecnicamente a km 0, il che gioverebbe ulteriormente all’ambiente riducendo le emissioni di CO2 dovute agli eventuali trasporti evitati. Insomma, vi sta venendo voglia di adottare un’ape regina e le sue amiche?

Arnie in terrazzo

Potrebbe essere proprio questo il modo migliore per festeggiare la Giornata mondiale delle api: installare un’arnia in terrazzo. Secondo il requisito delle distanze minime, è sconsigliato adottare uno sciame in balcone, mentre c’è la possibilità di farlo appunto su terrazzi, giardini e tetti condominiali, secondo alcune regole. Al riguardo ci sono politiche differenti, per cui il consiglio, come primo passo, è quello di chiedere informazioni al vostro amministratore di condominio. Ma ricordiamoci che quello dell’apicoltore è un mestiere vero e proprio, così come fare il miele richiede tanta preparazione, in quanto le api vanno curate anche contro la varroa (un acaro parassita esterno loro nemico numero uno); per questo, prima di iniziare, vi consigliamo di rivolgervi a dei professionisti del settore. A tal proposito è interessante l’encomiabile iniziativa di Mauro Veca che, con il suo Apicolturaurbana, può essere un ottimo aiuto per avvicinarvi al mondo dell’apicoltura, dal reperimento delle colonie di api, a conoscere i trucchi del mestiere, nonché a districarvi nelle normative della burocrazia.

Infine, vi consigliamo di guardare l’episodio Odio universale della serie anglosassone Black Mirror: vogliamo forse che in un futuro immaginario tutto il prezioso lavoro della api venga sostituito dalla tecnologia?

 

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