Come cucinare e mangiare l’hummus: errori da evitare

Come cucinare e mangiare l’hummus: errori da evitare

L’hummus arriva dal Libano, ma è ormai diffusissimo anche nel nostro Paese ed è uno dei cavalli di battaglia dei vegani di tutto il mondo: si tratta di una salsa a base di ceci e pasta di sesamo da mangiare da sola o come condimento per altri cibi. Per chi ancora non lo avesse provato, ecco i consigli su come fare l’hummus, come mangiarlo e a quali piatti della nostra cucina abbinarlo.

Come fare l’hummus

Per preparare l’hummus, scaldate in una padella 400 g di ceci con un cucchiaio d’olio, del cumino e della paprica. Frullateli poi con 60 ml di succo di limone, 60 g di tahina (una crema ottenuta dai semi di sesamo tostati, che si trova facilmente nelle botteghe bio e nei negozi etnici), uno spicchio d’aglio, un cucchiaio d’olio, un pizzico di sale e 2-3 cucchiai d’acqua se necessari. Servite poi con un filo d’olio e del prezzemolo. L’hummus può essere arricchito da verdure cotte (carote, spinaci o barbabietole), dalle spezie che preferite (curry, zafferano, cardamomo, semi di senape, peperoncino) o da erbe fresche. Sta molto bene anche con i pomodorini secchi, con la feta o lo yogurt greco, con le olive.

Come fare l’hummus: gli errori da evitare

Questa salsa densa si prepara velocemente e con ingredienti semplicissimi, ma per mangiare un hummus perfetto bisogna seguire alcuni piccoli accorgimenti. Ad esempio, non usate mai l’olio di sesamo al posto della tahina: gusto e consistenza ne risentiranno troppo. I ceci hanno un sapore delicato, non “stroncateli” con troppa tahina e troppo aglio (togliete il germoglio interno, che lo rende forte e indigeribile). L’hummus si presta a essere arricchito con moltissime spezie, ma non dimenticate mai quelle della tradizione: cumino e paprica. Sembrerà un passaggio inutile, ma scaldare i ceci con le spezie prima di frullarli è fondamentale: serve a sprigionare i profumi e i ceci frullati da tiepidi daranno una consistenza molto più soffice e cremosa al vostro hummus.

Ceci spellati: sì o no?

Una delle più grosse diatribe relative all’hummus riguarda i ceci: vanno spellati o no? Spellarli è un processo abbastanza semplice, ma ripetitivo: bisogna strofinare i ceci ben cotti con un canovaccio pulito per far staccare la sottile pellicina che li ricopre ed eliminarla. Sembra che questo passaggio renda l’hummus più simile a una mousse, dandogli una consistenza meno densa. La scelta se spellare o meno i ceci cotti, quindi, dipende dalla consistenza con cui preferite il vostro hummus.

Come si mangia l’hummus: la tradizione

Dopo aver visto come fare l’hummus non resta che capire come mangiarlo. Pane azzimo, pane injera, pita o lafa sono i tipi di pane della tradizione a cui l’hummus si accompagnava originariamente in Medio Oriente. In queste zone è tipico consumare l’hummus anche con i falafel, polpette di ceci fritte. Nel bacino mediterraneo, come in Grecia, la crema di ceci si usa come il pinzimonio per accompagnare le verdure crude. Ma per chi ha fantasia a tavola ci sono davvero tanti modi per mangiare l’hummus: al posto del formaggio spalmabile in toast e panini; come sostituto della maionese nell’insalata di pollo; come ripieno per farcire le uova, i pomodori o gli involtini. L’hummus va molto bene anche per muffin salati o come condimento per la pasta: niente male per una salsa di ceci che arriva dal Medio Oriente e sta conquistando l’Italia.

Translate »