Birra analcolica: 9 da provare | CucinoFacile.it

Birra analcolica: 9 da provare

panache
Ichnusa Limone
Dreher Lemon Radler
Birra Moretti Radler Chinotto
Bavaria Radler Pompelmo

I trend del mercato lo dicono forte e chiaro: si beve sempre meno alcolico e cresce la domanda di bevande di gradazione ancora inferiore alla birra. I motivi sono i più diversi: la salute, la dieta, motivi religiosi, gravidanza o semplicemente la voglia di farsi una birretta anche quando si è alla guida, al lavoro o a pranzo.

La birra analcolica che per noi è sempre stato qualcosa di supernicchia è però negli ultimi anni diventata un fenomeno, minoritario ma esistente, nel mercato. Negli Stati Uniti il consumo è di oltre il 30%, circa il 5% in Europa, ma in continua crescita.

Senza alcol… o quasi senza alcol

La definizione non è univoca e la normativa di riferimento italiana prevede per tali tipologie di birra un TAV massimo pari 1,2%; in Usa non deve superare lo 0,4% e in Gran Bretagna lo 0,05%. Le birre analcoliche o definite tali sono quindi a volte proprio con lo 0% di alcol, a volta ne contengono una percentuale sotto l’1%.

Meno calorie?

L’alcol è la parte calorica maggioritaria in una birra, ma non è la sola. Dal punto di vista nutrizionale, mediamente hanno un apporto calorico 30% inferiore alle altre birre.

Come si produce

In due modi, con un processo naturale che però indirizza l’attività enzimatica verso la formazione di destrine, anziché di zuccheri fermentescibili. I lieviti utilizzati hanno poca capacità di sviluppare alcol e quindi il tasso alcolico finale risulta naturalmente sotto l’1%. Oppure si procede realizzando una birra standard, e poi con tecnologie fisico-chimiche apposite e innocue si sottrae l’alcol.

Ecco una selezione di 9 birre in commercio, rigorosamente senza alcool

Tourtel
Moretti Zero
Bavaria 0.0%
Birra Italiana
Becks Blue
Heineken 0.0
Feldschlösschen
Birra alternativa 0.0 artigianale
Beer Zero