Bergamo, piccola grande capitale del cibo: ecco i posti da non perdere

Bergamo, piccola grande capitale del cibo: ecco i posti da non perdere

Dentice gibboso del Mediterraneo e pak choi: un piatto del N.O.I.
La sala del neo-stellato Impronte
Vittorio Fusari, il nuovo ‘regista’ del Balzer
Carroponte, il regno di chi ama il vino (e non solo)
La cucina ‘be contemporary’ al Casual
Donizetti, uno dei migliori wine bar in Italia
I casoncelli (di classe) al Gigianca

Si sta bene a Bergamo, in ogni stagione. Soprattutto passeggiando per la Città Alta che ha la peculiarità di avere uno dei pochissimi centri storici dei capoluoghi italiani (assieme a Ferrara, Lucca, Verona, Padova, Treviso e Grosseto) a essere ancora completamente circondato dalle mura. Non a caso i bastioni veneti sono stati annoverati proprio nel 2017 tra i Patrimoni dell’umanità tutelati dall’UNESCO. Tutti i borghi esterni alle mura compongono la Città Bassa, che conserva nuclei storici insieme a zone più moderne. In ogni caso, in entrambe le città, si lavora tanto (tantissimo, secondo alcuni…), ma ci si diverte anche, e soprattutto a tavola.

Le certezze della città

Ci sono tante situazioni golose, alcune da tempo immemorabile – basti pensare a quello che rappresenta il tristellato Da Vittorio a Brusaporto, una decina di chilometri verso Brescia – e altre più recenti che meritano una sosta.  Tra l’altro i Cerea hanno appena riaperto (dopo una lunga e perfetta ristrutturazione) la storica Pasticceria Cavour in via Gombito – fondata 240 anni fa – e che la famiglia gestisce dal 1994. Altra certezza è Lio Pellegrini, bomboniera in via S. Tomaso con un pubblico fedelissimo e un menu di eccellenti piatti, tra carne e pesce. Di sicuro, dopo Milano – a cui peraltro Bergamo non è così sensibile – siamo nella città più interessante per i foodies, visto che la vicina Brescia è fortissima in provincia ma debole dentro le mura. Ecco la nostra selezione.

N.O.I

Acronimo di Nuova Osteria Italiana: 30 coperti in un ambiente informale, creato e gestito da due giovani: Guido Gherardi in sala e Tommaso Spagnolo ai fuochi, tornato a casa dopo grandi esperienze per il mondo (Caino, Dinner by Heston Blumenthal, Elevan Madison Park…). Cucina del mercato, ‘freschissima’, che non annoia mai. Esempio: bruschetta di fegatelli di anatra, cervella di vitello, burro e salvia.

Impronte

Da poche settimane è diventato stella Michelin per la gioia della coppia che lo guida: lo chef Cristian Fagone – dall’illustre gavetta – e la responsabile di sala nonché moglie Francesca Mauri. Locale suggestivo e forte personalità in cucina, dove c’è una ricerca di accostamenti inediti, contrasti e acidità. Il menu spazia tra influenze e ingredienti che arrivano da tutta la penisola. Un piatto su tutti: Ricordo di una grigliata.

Balzer

C’è l’esperto Vittorio Fusari a guidare lo storico ed elegante locale sul Sentierone. C’è qualità dai lievitati per la colazione agli stucchini per l’aperitivo senza dimenticare la pasticceria da consumare sul posto o portarsi a casa. La cucina del cuoco iseano si apprezza nel bistrò, all’ora di pranzo, dove si alternano i suoi classici – come la sfogliatina di patata e caviale – a piatti vegetali e a un grande hamburger della casa.

Al Carroponte

Un grande spazio, arredato in stile post-industriale. L’idea è stata di Oscar Mazzoleni, grande professionista del vino che ha impostato questo locale a più anime (enoteca informale, wine bar, eno bistrò e ristorante) su una poderosa carta enoica, circa 1000 etichette di grandi e piccoli produttori, italiani e stranieri. Si beve benissimo, quindi, anche alla mescita e l’aperitivo è accompagnato da un mare di sfiziosità.

Casual

Stellato, fa parte firmato della galassia di Enrico Bartolini che lo ha aperto in un angolo perfetto, a fianco della funicolare che porta a San Vigilio. Posizione ideale, quindi, che insieme a un ambiente raffinato e molto luminoso, permette di godere della cucina bartoliniana, interpretata dal giovane Alex Manzoni e servita dal maître Marco Locatelli. Menu che rispecchia ovviamente la filosofia ‘be contemporary’.

Al Donizetti

Apre alle undici per l’aperitivo e chiude a mezzanotte: in posizione centralissima, suggestivo all’interno e fantastico all’esterno, è soprattutto uno dei più completi wine bar italiani con 700 referenze da tutto il mondo. Non a caso è uno dei pochissimi Tre Bottiglie del Gambero Rosso. Per chi vuole anche fermarsi a pranzo, ci sono salumi e soprattutto formaggi d’eccellenza come piatti semplici, della tradizione regionale

Osteria al Gigianca

Il top anche per Slow Food. Da sette anni, Gigi Pesenti e Alessia Mazzola servono il baccalà mantecato con crostini di polenta, il risotto ai peperoni e paté di missoltino oltre agli immancabili casoncelli alla bergamasca tra i primi, mentre tra i secondi sono particolarmente gettonati il coniglio alla bergamasca con polenta e la pecora gigante bergamasca con crema di patate e chutney di barbabietola.

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