Alla riscoperta del Lugana, il vino del lago di Garda

Alla riscoperta del Lugana, il vino del lago di Garda

I grandi vini del Veneto sono ben conosciuti in tutto il mondo. Si va dal sempreverde e sempre-pronto-in-frigo Prosecco, lo spumante più venduto dell’intero pianeta, a un’eccellenza assoluta come sua maestà l’Amarone, indubbiamente tra i rossi più prestigiosi – e costosi – dell’intero patrimonio vitivinicolo tricolore. Andando a setacciare con più attenzione il territorio veneto e i suoi dintorni, però, è possibile imbattersi in vini senza alcun dubbio meno noti, ma assolutamente da riscoprire, se non altro in quanto espressione diretta di vitigni autoctoni unici nel loro genere. È il caso del Lugana, elegante bianco ottenuto da uve Turbiana, particolarmente interessante soprattutto per la sua estrema versatilità. Ecco allora che per addentrarci un pochino di più nell’universo di questo vino abbiamo deciso di addentrarci tra le proposte della Tenuta Le Fornaci, il progetto firmato Tommasi Family Estates che si affaccia direttamente sulle sponde del lago di Garda.

Lugana, la Doc del lago

«Una pianura fertile a sud del lago di Garda. Vigneti ordinati e belli come dipinti. Un clima benefico e carezzevole. Ieri “Lucana”, un luogo inospitale di boschi e acquitrini, oggi una terra ariosa, generosa e accogliente come un giardino». È con queste parole dal fascino aulico che il Consorzio Lugana ci presenta il proprio territorio: un’area bifronte, che si estende a cavallo tra la provincia di Brescia e quella di Verona, per un totale di oltre 2000 ettari vitati suddivisi in due macro-zone. La prima, più ampia con i terreni più tenaci e argillosi, è sostanzialmente pianeggiante, e si estende lungo l’entroterra compreso tra Desenzano e Sirmione, regalando alle uve – e dunque ai vini – una particolare mineralità lacustre. La seconda, di natura più collinare, si allunga invece dalla Torre Monumentale di San Martino della Battaglia, ed è caratterizzata da terreni più sabbiosi, con una buona presenza di elementi ghiaiosi. Le uve provenienti da questa zona sono caratterizzate generalmente da una più spiccata acidità. L’area di provenienza delle uve, insomma, può influire in modo netto sulle peculiarità finali del Lugana: nel bicchiere, in ogni caso, ritroviamo il più delle volte la delicatezza tipica di questo vino, caratterizzato da garbate note agrumate.

Le Fornaci e l’evoluzione del Lugana

La famiglia Tommasi fa il suo ingresso nel mondo del Lugana partendo da un vitigno di circa 5 ettari nel comune di Desenzano del Garda, situato nei pressi di San Martino della Battaglia: il nome della tenuta, subito battezzata Le Fornaci fa riferimento a un sito archeologico della zona, che custodisce – appunto – una rara fornace romana risalente al I-II secolo d.C. Nel 2013, poi, vengono acquisite 2 ulteriori parcelle, dislocate in aree differenti del Lugana Doc: a oggi, dunque, la tenuta comprende un totale di 45 ettari di vigneti, situati in parte nell’entroterra e in parte verso il lago di Garda, alle porte di Sirmione. Un ampliamento che ha portato con sé anche ulteriori investimenti sul fronte dell’enoturismo, con l’inaugurazione all’orizzonte di un nuovo wine bistrot e di una nuova cantina dedicata esclusivamente alla lavorazione delle uve Turbiana; e che, al contempo, ha determinato una naturale evoluzione del vino prodotto: il risultato è un Lugana Doc Le Fornaci in continuo miglioramento, che nella sua versione 2019 regala note di ananas, di mango, di pompelmo, con un finale sapido e minerale che resiste in bocca lasciando al palato una piacevolissima freschezza. «Per il futuro», anticipa Giancarlo Tommasi, enologo del Gruppo Tommasi Family Estates, «abbiamo in cantiere due novità: il Le Fornaci Lugana Doc versione Riserva, annata 2018, e un nuovo Le Fornaci Rosé, che intende diventare un rosato premium dedicato prettamente alla ristorazione».

Come si abbina il Lugana

Tra le caratteristiche principali del Lugana troviamo senza alcun dubbio la versatilità: la delicatezza di questo bianco, che sembra quasi poter rappresentare in un calice tutta l’eleganza delle coste del Garda, fa sì che possa essere bevuto praticamente a tutto pasto, partendo anche dal brindisi più semplice all’orario dell’aperitivo. Per il resto, come sottolinea Andrea Bottarel, direttore del Consorzio Lugana, «ci troviamo davanti a un vino che ovviamente sposa alla perfezione i piatti tipici del suo territorio, a partire dalle preparazioni a base di pesce di lago. Ma è perfettamente capace di sostenere anche primi piatti più saporiti, risotti, carni bianche come il pollo o il coniglio, e sì, anche il pesce di mare, se non eccessivamente lavorato e condito. Un abbinamento molto interessante, in questo senso, può essere anche quello con la cucina giapponese». O con l’alta cucina del Garda, come dimostra il menu messo a punto dallo chef Fabrizio Molterni del ristorante La Speranzina di Sirmione, e accompagnato passo dopo passo, portata dopo portata dal Lugana Le Fornaci: tartare di trota salmonata alla pizzaiola, con tanto di ingredienti cardine della pizza adagiati su una base di pesce di lago; risotto con jus di tinca, capperi, limone e olio extravergine; e luccioperca à la poele, con zucchina in glassage al burro e salsa al vino rosso.

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