A dieta, ricotta di capra o di mucca?

A dieta, ricotta di capra o di mucca?

La ricotta è uno di quegli alimenti che spesso viene ritenuto indispensabile in una dieta. Viene considerato un latticino ipocalorico e, vista anche la sua versatilità, spesso si sostituisce a ingredienti ben più calorici in tantissime ricette dolci e salate. Si fa presto a dire ricotta, però: non esiste solo quella vaccina, quella di capra è molto diffusa e gode di sempre maggiore successo. Meglio la ricotta di capra o di mucca a dieta?

La ricotta è veramente amica della dieta?

In generale, la ricotta vaccina – se è di puro siero e non è stata addizionata da panna o latte – viene considerata un prodotto magro. Contiene mediamente più proteine di alto valore biologico, ma meno lipidi dei formaggi ed è povera di calorie e facilmente digeribile: tutte caratteristiche che rendono la ricotta un alimento ideale se si sta cercando di tenere sotto controllo grassi e calorie.

Ricotta a confronto

Quali sono i valori nutrizionali dei due tipi di ricotta? 100 g di ricotta di siero vaccina contengono circa 146 calorie e 10,9 grammi di grassi. Quella di capra, invece, ha un contenuto calorico e di lipidi leggermente superiore: 180 calorie e 13 grammi di grassi.
Una grande differenza tra i due tipi di ricotta è quella qualitativa. È, infatti, più facile trovare prodotti latto-caseari ovini che non vaccini, che provengono da animali allevati ad erba e meno industrializzati.

Quindi, ricotta di capra o di mucca a dieta?

Quale scegliere quando si è a dieta alla fine? Se si tiene strettamente conto dei valori nutrizionali, meglio quella vaccina indubbiamente.
È però vero che la ricotta di capra è più gustosa, potrebbe, perciò bastarne una porzione minore per soddisfare il palato e, quindi, di conseguenza si assumerebbero comunque meno calorie e grassi.
Se la dieta non è strettamente dimagrante, ma si sta cercando un’alimentazione che faciliti i processi digestivi, meglio optare per quella di capra. Il latte ovino, infatti, è più digeribile, perché le particelle di grasso sono più piccole (e quindi più facili da “smantellare” una volta che hanno raggiunto lo stomaco).

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