5 ricette per fare la vera granita siciliana a casa

5 ricette per fare la vera granita siciliana a casa

Granita alle mandorle
Granita al limone
Granita al caffè

Granita alla frutta
Granita al cioccolato

Alle mandorle, al limone, al caffè, alla frutta e al cioccolato: sono le 5 ricette di granite che trovate nella gallery sopra. Ricette semplici, da fare a casa, per portare un pezzo di Sicilia ovunque siate svoltando anche le più torride giornate estive: le suggerisce il Bar Ernesto di Catania, un pezzo di storia della città etnea, sul lungomare dagli anni ’70 con i suoi dolci, i gelati e – appunto – le sue granite – considerate tra le migliori in città.

LE BASI DI UN’OTTIMA GRANITA
Le ha adattate per VanityFair.it, in versione casalinga, Serena Urzi, la figlia del proprietario Francesco. Dopo una carriera forense ha deciso di dedicarsi alla passione di famiglia e ora prepara gelati e granite artigianali secondo trazione. «Una granita – dice Serena Urzi – deve avere un’etichetta pulita: fatta con pochi ingredienti freschi. Se è buona lo senti al primo assaggio: si deve percepire subito la mandorla, il caffè, o la frutta che deve essere presente in buone quantità. Noi, ad esempio, usiamo almeno il 50% di frutta». Il risultato è una granita profumata e gustosa, cremosa a Catania e ghiacciata ma densa (e un po’ più zuccherata) a Messina. 

Anche se la granita è sublime in tutta la Sicilia, le sue origini sono in queste due (vicinissime) città. «Gli arabi – dice Serena – hanno portato lo sherbet, i nevaroli hanno portato la neve, e ora noi facciamo con la macchina del gelato quello che un tempo si faceva nei pozzetti di ghiaccio e sale». Come per tanti altri piatti siciliani, la storia della granita risale infatti alla dominazione araba, quando sull’isola si cominciò a diffondere la loro tipica bevanda ghiacciata con succhi di frutta. Si preparava con la neve stipata tra l’Etna e i Nebrodi che si grattava prima di ghiacciare i i succhi: era la “rattata”, che si faceva con lo stesso procedimento della grattachecca romana. Nel XVI secolo quella stessa neve, con il sale, fu usata come refrigerante: era nato il pozzetto, che conteneva all’interno un secchiello che si girava con la manovella. Di fatto l’antenato della gelateria, con cui si fa oggi si fa anche la granita. «La differenza rispetto al gelato, è che la granita incorpora meno aria».

I TRUCCHI PER UNA GRANITA DA MAESTRO A CASA
Con un po’ di manualità, anche senza gelatiera, tutto questo si può fare anche a casa: «Il consiglio – dice Serena – è rispettare i tempi di riposo in freezer perché il composto diventi ghiacciato e poi, una volta fuori dal freezer, sono necessari circa venti minuti di attesa prima di emulsionare. L’emulsione è un passaggio importante: è in questo momento che la granita incorpora l’aria, e da qui dipende la sua cremosità». Per il resto ci si può sbizzarrire con la fantasia, perché una granita si può preparare con tanti ingredienti diversi: «A Catania quella alle mandorle è un classico, da fare ovunque con un buon panetto, che si riconosce subito perché i migliori hanno una percentuale di mandorle più alta rispetto allo zucchero. Poi va bene quasi tutta la frutta: oltre all’intramontabile limone anche a casa si possono ottenere ottimi risultati con pere, pesche, ananas. Unica sconsigliata è la banana perché annerisce subito». Come si fa senza brioche? «Quando non ce l’abbiamo a Catania mangiamo la granita con le mafaldine (pane tipico fatto con semola di grano duro e semi di sesamo, ndr), oppure il pane casereccio». Da provare. Per vedere le ricette sfogliate la gallery sopra

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