5 panini (della rinascita) da mangiare quest’estate

5 panini (della rinascita) da mangiare quest’estate

Noi di Milazzo, Milazzo
Abbraccio di Firenze, Firenze
Vicini di Calabria, Cosenza e Rende
Mai visto al Panino Giusto, Milano
Il sogno di Simone, Cagliari

Il sogno di rinascita può essere custodito anche in un panino, che si rivela un abbraccio in cui speranza e ingredienti stanno vicini: ad attestarlo è l’Accademia del Panino Italiano che, nella fase post lockdown, ha promosso l’iniziativa «I Panini della Rinascita – Il menu di una nuova unità d’Italia».

Quaranta locali «paninari», da Aosta ad Avola, hanno risposto subito all’appello della fondazione, promotrice della cultura del panino Made in Italy, ben lieti di poter racchiudere il desiderio di ripartenza tra due gustose fette di pane.

Mai visto, Abbraccio, Vicini, Noi e Il Sogno: sono le cinque parole-simbolo, individuate grazie a un brainstorming tra Accademia e proprietari dei locali, guidati da Guido Bosticco, docente di scrittura creativa all’Università di Pavia nonché ideatore del progetto, che danno il nome ai panini di un unico menu replicato in ogni angolo d’Italia.

(5 idee di panino nella gallery sopra)

Al nome di ogni panino, realizzato in base alla creatività degli esercenti con prodotti tipici del territorio in modo tale da diventarne testimone, segue la localizzazione. A fare da apripista è il panino milanese Mai visto a Panino Giusto, realizzato con carne simboleggiante abbondanza dopo un periodo di restrizione e il viola della melanzana che richiama la quaresima e dunque la quarantena: un circolo simbolico tra un primo e un dopo, tra privazione e abbondanza. Il tutto adornato dai colori della bandiera italiana ottenuti con il rosso del pomodoro confit, il bianco della stracciatella e il verde del pesto.

Oltre alle tante declinazioni del panino Mai visto, che indica il senso di sorpresa e la positività nel cambiamento, vi è poi l’Abbraccio di Firenze, ideato dal locale Toscanino con bagel realizzato con l’impasto del tipico sbirulino, fatto con farina GranPrato, lievito madre, sale integrale di Volterra e olio EVO toscano.

Nel panino Vicini, invece, si cita e si utilizza un ingrediente di un territorio confinante: ad esempio, un locale di Brescia denomina il suo panino Vicini di Bergamo, con una valenza fortemente significativa soprattutto in questo periodo. Spicca quanto picca, poi, il panino Vicini di Calabria Ton Pippo, ideato dal locale cosentino «M’indujo-Panino Genuino» con farina biologica calabrese e tipicità del territorio come ‘nduja di Spilinga, patate della Sila, tranci di tonno Callipo, olive e cipolla rossa di Tropea.

Grande e generoso nelle proporzioni è il panino Noi, nato per essere condiviso: il sapore deciso del panino Noi di Colonnata è altrettanto irresistibile quanto quello di Noi di Milazzo, in cui spiccano tipicità siciliane come il pomodoro piccadilly, ricotta infornata e melanzane impanate alla palermitana.

Immancabile, infine, il panino Il Sogno che rappresenta la richiesta del cliente sul momento, realizzato su uno specifico desiderio o ricordo gustativo maturato nei mesi di reclusione. Come Il Sogno di Simone, realizzato dal locale cagliaritano B-Steak Braceria, che racchiude in una croccante baguette il tipico pecorino al tartufo di Serrenti e il resto «a sentimento».

Così, il progetto «I Panini della Rinascita – Il menu di una nuova unità d’Italia», lanciato il 2 giugno ma ancora aperto a nuove adesioni di altri locali italiani, si è rivelato in grado di esprimere un comune senso di rinascita supportando, principalmente sul piano motivazionale e comunicativo, la riapertura delle attività attraverso un percorso partecipativo guidato dall’Accademia del Panino Italiano.

Oltre al «Disciplinare indisciplinato» con indicazioni, spesso divertenti, sulla preparazione e sul servizio con i quali vengono proposti questi panini, è prevista la pubblicazione di un libro con tutte le ricette e le storie personali che le hanno create, ma anche la realizzazione di un video i cui gli attori sono proprio i 40 “pionieri” che, con inflessioni diverse, veicoleranno un messaggio unitario di fiducia, speranza e voglia di ricominciare.

«Questo progetto ci emoziona e coinvolge molto, speriamo di raggiungere ogni locale italiano per dar loro voce, mirando a costituire un caso esemplare, cioè replicabile in altri settori della ristorazione e non. Attraverso questo grande movimento stiamo ridisegnando qualcosa che esprime un nuovo senso di unità d’Italia» dichiara Barbara Rizzardini, direttrice della Fondazione Accademia del Panino Italiano. Con lo stesso entusiasmo degli esercenti aderenti che si sono rimessi in gioco con energia e umiltà. Per affrontare, come afferma Roberto Zaccarelli de La Baguetteria del Corso di Brindisi, l’anno zero da cui ripartire, reinventandosi nuovamente.

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